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La testimonianza / Caorso

Fu ridotta in fin di vita dai rottweiler: «Salva per miracolo, il dolore resta». Il proprietario ora istruttore

L’aggressione nel 2017 a Caorso, a distanza di sette anni il racconto della vittima a Le Iene: «È giusto che si sappia cosa può succedere all’improvviso per incauto affidamento di questi animali»

«Io sono salva per miracolo, la gente deve vedere e deve capire». Era il 9 agosto del 2017 e sono passati sette anni - come ricorda Roberta, all’epoca 53enne - dalla mattina in cui fu assalita da due rottweiler a Caorso. Un’aggressione che la ridusse in fin di vita e che la vittima ha ripercorso a Le Iene, in un’intervista rilasciata al giornalista Francesco Di Roberto in onda nella serata del 20 febbraio: «Perché è giusto che si sappia quello che può succedere all’improvviso per incauto affidamento di questi animali».

«Se io devo guidare una macchina vado a scuola guida - spiega Roberta - se compro una pistola vado al poligono. Non sono cagnolini a cui puoi dire “vieni dalla mamma che ti dò la pappa”, no». Poi ripercorre quanto accaduto quella mattina: «Facevo la badante e accudivo questa signora di 80 anni. Era una bella giornata, facciamo una passeggiata. Sono sulla piazza della Rocca, che è il comune di Caorso, e all’improvviso spuntano questi due rottweiler». «Tutto succede in un attimo» continua, spiegando di essere riuscita a spinger via l’anziana, prima di essere afferrata ai due lati dai cani.  «Mi hanno trascinato per 50 metri e da lì l’inferno. Io non ho mai perso conoscenza, neanche quando mi hanno preso la faccia ed è stata la mia fortuna. Tutto questo è durato circa 10 minuti, il braccio me l’hanno salvato per miracolo».

Le persone, attirate dalle sue grida, intanto cercavano di liberarla: «Uno addirittura con un palo di ferro per cercare di dividerli - ricorda - e il cane ha mangiato il palo fin quasi ad arrivare alle sue mani». Poi mostra all'intervistatore le foto, che mostrano le gravissime ferite riportate: «Ho un totale di 365 punti e un danno biologico da 750mila euro, vi rendete conto di cosa mi hanno combinato?». «Il dolore fisico passa - spiega - il dolore dentro resta sempre» e poi l’appello: «Questi animali sono armi, sono bombe, bisogna che siano dati a persone responsabili». «È giusto che il cane ci sia ancora, che sia vivo, ma non che sia tornato al proprietario di prima» conclude.

«Mi dispiace tantissimo. Mi dispiace davvero tanto» risponde sull’accaduto il proprietario di Aron - a suo tempo denunciato per omessa custodia di animali e lesioni colpose - raggiunto a propria volta dal giornalista de Le Iene. Aron, uno dei due rottweiler che aggredì la donna, dopo un lungo percorso di addestramento e rieducazione nel 2018 è stato dichiarato idoneo e ora vive nel centro dell’associazione Pet Rescue Italia, fondata dallo stesso proprietario dell’animale, che nel frattempo si è diplomato addestratore Enci. Scopo il recupero di tutti i cani aggressivi e offrire anche ad essi un’altra chance: «Noi esseri umani uccidiamo, ci danno il carcere e usciamo, abbiamo sempre una seconda opportunità, perché i cani non dovrebbero averla?».

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