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La Galleria Ricci Oddi

La Galleria Ricci Oddi

Galleria “Ricci Oddi”, il Cda perde pezzi: Casali dà le dimissioni

L’avvocato Casali, discendente della famiglia, abbandona il Consiglio d’Amministrazione della galleria d’arte moderna e la situazione appare sempre più instabile

La Galleria d’arte moderna “Ricci Oddi” perde un pezzo. Stavolta non si è staccato alcun intonaco dall’edificio, ma il Consiglio d’Amministrazione ha ricevuto le dimissioni di un suo autorevole membro. L’avvocato Stefano Casali, dentro al Cd’A in quanto discendente e rappresentante della famiglia Ricci Oddi, ha rassegnato le sue dimissioni. Evidentemente, all’interno dell’organismo di gestione e controllo dell’attività della galleria d’arte, covano ancora molte tensioni, e la situazione appare sempre più instabile. L’abbandono da parte di Casali arriva a pochi giorni di distanza dalla discussione e dal voto del Consiglio comunale di Piacenza alla risoluzione presentata da Antonio Levoni (Liberali Piacentini). Nel documento, poi approvato, il parlamentino cittadino chiedeva all’Amministrazione Barbieri di farsi carico di un tema ampiamente già discusso. La galleria Ricci Oddi ha bisogno di spazi (sono soltanto duecento le opere esposte, e un migliaio quelle conservate nel suo deposito) e il vicino palazzo Ex Enel di via Santa Franca potrebbe essere una location ideale per allargare i confini. L’immobile è però di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che dopo una lunga riflessione, ha altre idee per il suo utilizzo. A questo si aggiungono i diversi problemi di gestione e la mancanza di risorse. Il Comune di Piacenza, nel bilancio 2019, ha stanziato 30mila euro in più (da 150mila a 180mila euro) del suo contributo annuale. L’Amministrazione ha pure inserito nel bilancio triennale la possibilità di investire risorse per l’acquisto dell’impianto di climatizzazione che permetterebbe alla galleria di non chiudere nei mesi estivi, e di ospitare anche opere provenienti da altre gallerie o musei. Il problema degli spazi rimane. Levoni nella risoluzione invitava la Giunta Barbieri a farsi carico della questione e mettere attorno allo stesso tavolo Ricci Oddi e Fondazione. Al momento attuale, ancora nessun passo in avanti è stato fatto. Ora, un po’ a sorpresa, arrivano le dimissioni dell’avvocato Casali.

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