Giovedì, 24 Giugno 2021
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Giustizia, avvocati e personale chiedono di scaglionare le udienze

Del Forno (Camera penale): «Distanziare i processi, abbiamo scritto al Consiglio giudiziario». E i sindacati dei dipendenti - dopo gli otto positivi tra tribunale e procura - chiedono alla presidenza screening e pulizia delle aule»

Il tribunale. Nelle altre immagini: la prova della febbre all'ingresso, l'avvocato Elena Del Forno, presidente della Camera penale e Annamaria Sottani, delegata sindacale Cgil

Le misure anticovid provocano l’intervento del personale della procura e degli avvocati della Camera penale. Nelle ultime settimane, infatti, si sono registrati cinque positivi al virus negli uffici della procura e tre fra i dipendenti delle cancellerie del tribunale. Numeri che mettono in difficoltà chi lavora nella Giustizia. Le toghe piacentine chiedono di scaglionare le udienze, oltre a un luogo da destinare a sala di attesa. E gli avvocati hanno anche scritto, nei giorni scorsi, al Consiglio giudiziario di Bologna (un organismo che esprime pareri sull’operato dei magistrati, una sorta di piccolo Csm). I sindacati dei dipendenti, invece, hanno sottoposto un pacchetto di richieste alla presidenza del tribunale.

prova febbre tribunale esercito coronavirus covid-2Intanto, mentre in tribunale è tornato a misurare la temperatura il personale del Corpo militare della Croce Rossa, in procura c’è stato un ulteriore inasprimento delle regole per accedere agli uffici. La guardia è mantenuta alta. Un locale che ospita tre impiegate è stato chiuso, dopo che le tre sono state trovate positive e sono in quarantena. A loro si sono aggiunte nei giorni scorsi altre due persone. All’ingresso viene misurata la temperatura e gli accessi sono scaglionati e avvengono su appuntamento. Il tema principale, sottoposto anche al presidente del Tribunale, Stefano Brusati, è quello degli assembramenti. Gli avvocati chiedono di scaglionare le udienze, per evitare che un gran numero di persone si presenti alla stessa ora. La tutela dalla salute è un bene riconosciuto da tutti gli operatori, che chiedono di organizzare meglio il lavoro. Una prima protesta si era già verificata all’inizio delle nuove misure, prese dalla presidenza in settembre, per contenere e limitare la diffusione del Covid. Davanti al giudice di pace, infatti, mesi fa, si registrò un assembramento che aveva preoccupato gli avvocati. Se prima attendere all’esterno poteva anche essere accettabile, ora non lo è più a causa del clima sempre più rigido e nell’imminenza dell’inverno.

«Chiediamo - spiega Elena Del Forno, presidente della Camera penale - uno scaglionamento delle udienze e la possibilità di trovare Elena del forno-2un’area ad hoc per le attese. Agli avvocati dovrebbe essere formalizzato, fin dalla prima udienza, l’orario delle udienze che li riguardano. Il presidente ci aveva risposto che le nostre richieste non erano ricevibili». Il problema risiede nel fatto che, ad esempio, alle 9 vengono fissate sette o otto udienze. Così, giudici, imputati, e testimoni si presentano tutti alla stessa ora. I legali chiedono di fissare le udienze distanti quarto d’ora una dall’altra, per evitare gli assembramenti. Quindici minuti sarebbero un tempo sufficiente, inoltre, in caso di rinvio delle udienze, quando si entra in aula e il giudice fissa, in pochi minuti, una nuova data.

Il personale delle cancellerie del Tribunale, invece, ha chiesto un incontro al presidente attraverso i delegati sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Unca (un sindacato autonomo). «C’è stato anche - afferma Annamaria Sottani, delegata sindacale Cgil-2 - un intervento della segreteria della Funzione pubblica Cgil. Due giorni fa, si è tenuta una riunione con le quattro sigle sindacali. Dal tavolo sono emerse quattro richieste alla presidenza del Tribunale». Oltre alla fissazione di udienze distanziate, come chiesto dagli avvocati, i sindacati hanno proposto uno screening dei dipendenti, almeno una volta al mese, come avviene in procura. Tampone e test sierologico, dopo che tre persone sono risultate positive, su un totale di una ventina di funzionari. Inoltre, è stata chiesta la pulizia costante delle aule e degli uffici giudiziari (i dipendenti si sono comprati detergenti e spray disinfettanti e provvedono di persona) e di risolvere il problema della Corte di assise. In caso di processi, infatti, i giudici popolari siedono al banco della corte, ma le distanze non possono essere mantenute perché siedono uno vicino all’altro, seppure indossando le mascherine. Nelle aule delle udienze, l’attenzione è alta. Oltre ai distanziamenti, ci sono divisori che separano i tavoli dove siedono avvocati, magistrati, testimoni e imputati. Durante le udienze, l’aula è riservata soltanto a chi è interessato al caso e non possono entrare altre persone. Attenzioni che, però, non sembrano sufficienti, perché alcune mattine in attesa nella grande sala dove si affacciano le aule si ritrovano in attesa decine di persone.

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