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Lunedì, 23 Maggio 2022
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«Gli “angeli” della Medicina Interna sono stati al fianco di mio marito fino all’ultimo»

Elena Fumagalli pochi giorni fa ha perso il marito per una malattia. Ha scritto una lettera per ringraziare i sanitari dell’ospedale di Piacenza: «Da loro professionalità, attenzioni e amore»

Nei giorni scorsi la signora Elena Fumagalli ha purtroppo perso il marito, Massimo Torri, a causa di una malattia. La donna ha scritto all'Ausl di Piacenza e all'ospedale per ringraziare i sanitari che hanno dedicato attenzioni e cure al marito in questa ultima fase della sua vita. Abbiamo ricevuto la lettera dalla stessa signora Elena, che desidera condividere i suoi sentimenti con i nostri lettori. 

«Nonostante la mia stanchezza emotiva che si trascina da tempo e nonostante la burocrazia che mi sta consumando, a distanza di due settimane da quando Massimo Torri, mio marito e padre dei nostri figli (Simone di 14 anni e Lucia di 10 anni) è prematuramente mancato, scrivo spinta da un profondo sentimento di stima verso tutto lo staff della Medicina Interna Subintensiva dell’ospedale Guglielmo Da Saliceto di Piacenza che desidero ringraziare per necessità personale, ritenendo tale ringraziamento una priorità. Difficile mettere su carta emozioni, stati d’animo, come difficile è cercare di spiegare manifestando i sentimenti che accompagnano questa lettera; se fossi ricca comprerei una testata intera per urlare la mia gratitudine a tutto il mondo verso questo Reparto.

Massimo, purtroppo allettato è stato circondato da tanti angeli custodi. Umanità solare, carichi di energia, l’energia di chi ama il proprio lavoro, una predisposizione interiore nel prendersi cura degli altri... Per me nessuno in questo reparto è un dipendente, li considero tutti volontari; una distintiva componente umana e di profondo rispetto per il paziente, una propensione ad aiutare il prossimo, la percezione di una famiglia seppur consapevole che non lo sarebbe stata per tanto, ma soprattutto una “incondizionata disponibilità verso una mamma che stava per perdere il suo unico figlio”.

Il giorno che è mancato, ho pianto con un angelo. Sì, con un angelo che gli è stato vicino fino all’ultimo respiro e lui in lacrime mi disse: “Signora è lei che sta dando forza a me invece che il contrario”. Parole indelebili.

Sono stati giorni lunghi, duri, pieni di sofferenza che purtroppo non sono riusciti a cambiare l’esito della malattia, ma la professionalità, le attenzioni e l’amore prestato non hanno di eguali. Mi spiace che non ho la possibilità di ricordare i nomi di ognuno di loro, ma li conservo nel cuore come Angelo 1, Angelo 2, Angelo 3… Angeli senza ali, ma con un cuore grande. Concludo esprimendo con doverosa riconoscenza tutta la mia gratitudine, mia e dei famigliari. Sottolineando che la malasanità in Italia non ha residenza sicuramente in questo ospedale, non ha sede nella Medicina Interna Subintensiva».

Elena Fumagalli con Ivana, Lucio, Simone e Lucia

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