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«Gli studenti hanno diritto a frequentare in presenza alle condizioni di inclusione»

Il Coordinamento dei Presidenti di Consiglio di Istituto dell’Emilia-Romagna e Priorità alla Scuola Emilia-Romagna a salvaguardia dei Gruppi di Inclusione scolastica

«A seguito dell’ordinanza regionale 25 del 03/03/2021 e del D.P.C.M. 2 marzo 2021 che entrerà in  vigore dal 06/03/2021 in molte aree tutte le scuole di ogni ordine e grado hanno chiuso i battenti. La  nota del Ministero dell’Istruzione n. 343 del 04/03/2021 che richiama la n.1990/2020 prevede che  alunni disabili e con bisogni educativi speciali (detti “Bes”) possano continuare a frequentare la  scuola “in presenza”. Per evitare che si tratti di una frequenza in totale solitudine ovvero che si  realizzi un isolamento di categoria che produrrebbe il ripristino delle “classi differenziali”, si è disposta  la costituzione di un gruppo classe idoneo a mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica a cui si aggiunge la garanzia di un collegamento on line con gli altri  compagni/e». Questo ciò che si legge nella nota firata dal Coordinamento Presidenti di Consiglio d'Istituto Emilia-Romagna.

«Purtroppo in Emilia-Romagna sta accadendo anche altro: diverse scuole, per fortuna non tutte, non stanno attuando l’inclusione prevista e stanno respingendo la possibilità di affiancare agli studenti  disabili e Bes piccoli gruppi di compagni di classe. Questo genera una profonda e grave discriminazione: alunni con difficoltà accertate si trovano  improvvisamente in classi vuote, vivendo un profondo senso di isolamento e solitudine scolastica,  le cui conseguenze comportano una progressiva regressione e la perdita della maggior parte dei  risultati ottenuti nel loro già faticoso percorso scolastico. Se è vero che per loro la didattica a distanza  è non solo inefficace, ma in alcuni casi impossibile da praticare, è un ossimoro ritenere possano  avvertire la vicinanza dei compagni attraverso uno schermo».

«La conseguenza ultima di questo isolamento e discriminazione è che le famiglie dei ragazzi con  criticità preferiscono non mandare a scuola i propri figli, per evitare loro l’umiliazione e il senso di  estraniazione prodotto dal ritrovarsi soli in classe. Da qui pesanti ripercussioni sia sul piano del  vissuto dello studente che della gestione familiare. Pertanto ci auguriamo che anche in epoca pandemica la comunità scolastica rimanga per tutti  comunità educante, luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l’acquisizione delle  conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica, dove ognuno, con pari dignità e nella diversità dei  ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo  sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio in armonia con i  principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia (New  York il 20 novembre 1989) e con i principi generali dell'ordinamento italiano (Statuto delle  studentesse e degli studenti della scuola secondaria, DPR 24 giugno 1998, n. 249 PR 249/98)», continua.

«Per questo il Coordinamento Presidenti di Consiglio di Istituto dell’Emilia-Romagna e il movimento Priorità alla Scuola Emilia-Romagna chiedono che tutte le scuole tornino ad accogliere tutti, bambine e bambini, ragazze e ragazzi, che hanno diritto a frequentare in  presenza alle condizioni di inclusione previste dalle norme vigenti».

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