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Grande Cena di Boorea, l’iniziativa solidale alla Taverna Lupi

La raccolta sarà destinata al Centro Antiviolenza Telefono Rosa coordinato dall’associazione “La città delle donne”

È tornata la solidarietà della Grande cena di Boorea alla Trattoria Lupi che ha abbinato alla buona cucina un importante raccolta fondi destinata a progetti internazionali e del territorio. In particolare alla Osteria cooperativa di via Taverna la raccolta sarà destinata per un aiuto concreto al Centro antiviolenza Telefono Rosa di Piacenza, coordinato dall’associazione di volontariato “La città delle donne”.

«Un’iniziativa nel segno della solidarietà e della socialità - dichiarano Edwin Ferrari e Fabrizio Ramacci, presidente e vicepresidente Legacoop Emilia Ovest presenti all’iniziativa - a cui la cooperazione del nostro territorio risponde con entusiasmo. Ritrovarci in questa occasione rappresenta un momento di convivialità, caratterizzata non solo dal piacere di stare insieme ma anche dalla profonda condivisione di valori quali la comunità, l’inclusione e il sostegno».

La tappa di Piacenza rientra nel tour della Grande Cena di Boorea che dall’8 al 23 giugno si snoda in 4 province (Piacenza, Reggio, Parma e Salerno), 14 città per un totale di 17 cene (e pranzi). Una macchina organizzativa complessa, possibile solo grazie alla cooperazione e al volontariato, un eccezionale progetto di solidarietà che in 22 anni è stato in grado di raccogliere circa 440 mila euro, destinati alle comunità emiliane e ai luoghi del pianeta che ne hanno più bisogno. Ancora una volta, la forza degli emiliani, la loro voglia di socialità e buon umore andranno a braccetto con la consapevolezza che insieme è possibile fare tanto proprio per chi ha meno e chi ha bisogno di una mano.

Dal 1996 l’associazione piacentina “La città delle donne” ha l’obiettivo di rispondere ai bisogni delle donne che vivono situazioni di violenze o maltrattamenti all’interno o all’esterno del nucleo familiare. La sua mission è  produrre attività specifiche volte a contrastare il fenomeno della violenza contro le donne. E’  socia fondatrice della rete nazionale D.i.R.e., costituitasi nel 2008, alla quale aderiscono circa 70 centri antiviolenza situati sul territorio nazionale e socia fondatrice del Coordinamento dei Centri Antiviolenza dell'Emilia Romagna costituitasi nel 2009 al quale appartengono 13 Centri antiviolenza.

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