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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Attualità Cadeo

«Volevo spiegare il Covid a mio figlio ed è nato un libro per fare beneficenza»

“Il virus che veniva da lontano” è il volume illustrato pubblicato da Cinzia Adorni, 45enne di Pontenure e insegnante alle scuole medie di Roveleto di Cadeo. «L'ho dedicato anche alla memoria di mia zia, scomparsa a causa del virus»

«Mio figlio non capiva perché non potesse più andare alla scuola materna, così ho inventato una filastrocca e creato delle immagini che potessero spiegarglielo lanciando anche un messaggio di speranza; gli sono piaciute moltissimo». Da qui parte la storia di “Il virus che veniva da lontano” (Youcanprint 2020), libro per l’infanzia e progetto a scopo benefico creato da Cinzia Adorni, 45enne di Pontenure e insegnante di lingue straniere ed alfabetizzazione alla scuola media di Roveleto di Cadeo. Un’idea nata in pieno lockdown dal desiderio di trovare un sistema “a misura di bambino” per comunicare anche ai più piccoli quel che stava accadendo e rassicurarli sul futuro, nonostante un presente molto difficile: «Anche la mia famiglia è stata colpita dal lutto - racconta Cinzia - il libro infatti è dedicato a mio figlio e alla memoria di mia zia, Dionilla Zangrandi, scomparsa il 24 marzo scorso a causa del Covid-19».

Filastrocca e disegni ad acquerello sono diventati un modo per affrontare quel particolare momento e offrire il proprio aiuto: «Ho filmato i disegni e ho condiviso il video con altri genitori, i loro figli hanno apprezzato, quindi ho deciso di auto-pubblicarlo e di destinare poi il ricavato delle vendite alla Caritas di Piacenza e all’Istituto Spallanzani di Roma». Alcuni mesi fa “Il virus che veniva da lontano” è diventato a tutti gli effetti un libro e un e-book - nella versione digitale disponibile anche in francese e inglese – acquistabile negli store on line di numerosi distributori e nelle librerie che hanno deciso di metterne alcuni esemplari tra gli scaffali. Cinzia ne ha donata una copia alla biblioteca di Villa Raggio a Pontenure e alla biblioteca Osvaldo di Roveleto di Cadeo, la stessa scuola ha pubblicato l'iniziativa sul proprio sito. «Ad oggi sono state vendute 145 copie e ho raccolto circa 277 euro, non sono grandi numeri, ma io non mi aspettavo comunque di arrivare a tanto». Risultati e aggiornamenti che la professoressa riporta sul profilo Instagram dedicato alla promozione del progetto:«Mi hanno chiesto “come faccio a sapere se poi i soldi vanno davvero in beneficenza?” e quindi ho deciso di documentare passo a passo le librerie dove trova spazio, le vendite e le royalties maturate; appena potrò riscuoterle, come prevede il sistema di self-publishing che ho utilizzato, fotograferò anche i primi bonifici». Nello spazio social sono presenti anche “Virus lab”, cruciverba, puzzle interattivi e illusione ottiche (creati da Cinzia) per imparare giocando e le recensioni sul libro: «Il Museo Dei Bambini di Bergamo ne ha scritta una, mi ha davvero stupito e fatto un gran piacere». Soddisfazioni a parte l'obiettivo principale resta però quello di poter dare un proprio, piccolo, contributo per sostenere la ricerca scientifica e chi si trova in difficoltà.

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