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"Giusto fra le Nazioni" / Gragnano Trebbiense

«Ho fatto quello che sapevo fare meglio: andare in bicicletta»

Gragnano dedica al campione Gino Bartali una serata: ricordate le imprese che lo portarono a salvare molti ebrei e i legami con il territorio piacentino

Che Gino Bartali sia stato un grandissimo campione dello sport era noto a tutti da sempre, che fosse anche un uomo capace di  imprese eroiche, come il salvataggio di centinaia di ebrei,  è emerso solo dopo la sua morte, perché, come lui stesso diceva: «il bene si fa ma non si dice».

Proprio questo aspetto della sua vita, che gli è valso il titolo di “Giusto fra le Nazioni”  è stato oggetto di approfondimento a Gragnano da parte di Pierluigi Torresani, professore all’Università Cattolica di Milano. In una affollata sala del consiglio si sono succeduti nel pomeriggio i ragazzi delle Medie che hanno scelto Bartali come primo Giusto che troverà posto nel “Giardino dei Giusti”  e  in serata, tanti appassionati, alcuni dei quali hanno voluto offrire un loro ricordo personale.

Bartali grazie alla sua attività aveva il permesso di sconfinare dalla sua provincia per gli allenamenti cosicché fu coinvolto dal Cardinal Dalla Casa nella rete di salvataggio di ebrei fiorentini. In sella alla sua bicicletta («Mi sono limitato a fare ciò che sapevo fare meglio, andare in bicicletta» si scherniva)  l’umile campione percorreva 390 chilometri tre volte alla settimana per raggiungere una tipografia di Assisi e recuperare i documenti falsi che avrebbero salvato la vita agli ebrei.

Un’attività che lo portò a rischiare la vita almeno due volte. Una in cui fu salvato dalla fucilazione grazie a un ufficiale italiano che lo riconobbe come il grande campione che aveva già vinto Tour de France e Giri d’Italia . Un’altra in cui, prigioniero da tre giorni, fu liberato a causa dei tumulti popolari scoppiati alla notizia del suo arresto. Ebbe contatti anche con De Gasperi e un giovanissimo Andreotti. Molto interessanti i contributi dei presenti. Il sindaco Patrizia Calza ha voluto chiarire le motivazioni dell’iniziativa ovvero la volontà di far emergere le figure di chi, anche nei momenti più bui dell’umanità, ha saputo mantenere la schiena dritta trovando il coraggio di opporsi al male diventando esempi di coraggio e di solidarietà umana.  

Mario Spezia invece ha aperto gli interventi che hanno messo in luce i rapporti tra il campione il territorio piacentino. «Il partigiano Felice Ziliani - ha ricordato Spezia - raccontava spesso di come Bartali fosse  legato ad una famiglia di Muradolo di Caorso che lo aveva ospitato e sfamato con una frittata di venti uova. Da allora ogni anno tornava a visitarli. Lo stesso  Ziliani poi presentò Bartali ad Enrico Mattei per un lavoro. Ciò che si sa è che poi diventò commerciante di benzina a Firenze». Contributi sono poi arrivati anche dai fratelli Maserati e dagli alpini di Agazzano che, tramite Antonio Mantova, hanno regalato al Comune una foto del famoso Gino presso il ristorante Giovanelli di Sarturano. L’iniziativa è stata organizzata dal comune con la collaborazione di Barbara Barbieri della FCI e di Mario Spezia dell’Associazione Partigiani Cristiani.

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