Venerdì, 14 Maggio 2021
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I convegni Lumen: “Problemi di stomaco e inibitori della pompa protonica”

Dalla convegnistica in rete stimoli positivi alle istituzioni europee e nazionali

In diretta streaming si è svolto il convegno su “Problemi di stomaco e inibitori della pompa protonica”, organizzano dalla Lume di San Pietro in Cerro. La sessione è integrale è disponibile sulla pagina YouTube di LUMEN (https://youtu.be/Lucvn2JgLJ0,  “Problemi di stomaco e inibitori della pompa protonica”.

L’on. Eleonora Evi dei Verdi Europei, presidente dell’Interest Group SALUS, apre il convegno annunciando che le malattie gastrointestinali hanno una forte incidenza a livello europeo: si stima che la riduzione della produttività e l’assenteismo legati a esse costino ai datori di lavoro ben 4 miliardi di euro ogni anno. La relatrice rileva che il tema è trattato prendendo in considerazione la promozione di sani stili di vita e la sostenibilità ambientale. Al proposito ricorda il Manifesto europeo per la longevità sana inviato a 130 eurodeputati, alla commissione europea e ai governi nazionali di 32 paesi europei: la salute dei cittadini è sempre più al centro delle politiche nazionali e comunitarie, ma mancano ancora azioni concrete ed efficaci per promuovere stili di vita sani. Ho fiducia - ha concluso - che queste azioni di rete possano essere da stimolo positivo per le istituzioni europee e nazionali portando proposte da mettere in campo ad integrazione dei piani strategici attualmente in atto.

La naturopata Milena Simeoni, offre una visione allargata del tema sviluppato, trattando la salute dell’essere umano sia dal punto di vista filosofico sia da quello scientifico. Secondo la prima visione l’essere umano è un insieme complesso in cui ogni parte va rapportata al tutto; così lo stomaco, protagonista dell’incontro odierno, è parte dell’apparato digerente e quest’ultimo, a sua volta, interagisce per il mantenimento della vita con gli altri sistemi che costituiscono l'essere umano. Nella direzione inversa, la salute dello stomaco – considerato da Ippocrate il centro dell'elaborazione del mondo esterno la cui sana funzionalità stava alla base della salute – non può prescindere dall’equilibrio del sistema in cui è inserito.

Simeoni propone una riflessione partendo dalle conclusioni di uno studio che mette in relazione depressione e ansia con il reflussogastroesofageo (GERD). Una malattia oggi molto diffusa che influenza la salute generale, le attività sociali, lavorative e quelle quotidiane. Dallo studio emerge che la depressione e l'ansia sono significativamente più presenti nei partecipanti con GERD e dolore toracico, con picchi sino a più del 40%. La naturopata offre uno spunto di riflessione domandandosi se nasce prima l’uovo o la gallina e quindi se è una condizione di stress che determina più facilmente queste problematiche o se, in direzione contraria, sia il disagio da problemi gastrici a creare depressione e ansia. Domanda provocatoria, perché è noto che vari fattori di stress come la rabbia, la paura, gli stimoli dolorosi influenzano sia la funzione fisiologica che gastrica dell'individuo, rivelando un'interazione bidirezionale tra cervello e stomaco. Esistono prove che lo stress influenza la funzionalità gastrica, favorendo l’instaurarsi di malattie come la dispepsia, il reflusso gastroesofageo e l’ulcera. Vi sono poi relazione tra stress, bassa variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e problematiche a carico dello stomaco: dalla dispepsia al cancro gastrico. Infine proprio per il rapporto bidirezionale uomo-ambiente, anche un ambiente inquinato favorisce lo sviluppo di patologie a carico dello stomaco.

Il secondo relatore, dott. Alberto Donzelli, affronta l’argomento con dati impressionanti che vedono l’ascesa costante dei farmaci per problemi di stomaco negli ultimi decenni. Citando il farmacologo Garattini, Donzelli ricorda che “i farmaci sono tutti belli e buoni all’inizio ma molti effetti avversi si rendono evidenti nel tempo”. Gli inibitori della pompa protonica (IPP) si associano con maggior rischio di polmoniti, infezioni intestinali, osteoporosi e fratture, allergie da cibo, malassorbimento di ferro e vitamina B12, sanguinamenti intestinali, danni endoteliali, ictus e diabete. Il dott. Donzelli esorta a pensarci dieci volte prima di assumerli per motivazioni banali ed in ogni caso farlo per il minor tempo possibile e alla dose minima necessaria.

Un Sondaggio del 2020 su un campione di popolazione statunitense con sintomi gastrointestinali ha verificato che l’uso di IPP ha effettivamente aumentato la probabilità di contrarre la Covid tra gli adulti: chi li assumeva una volta al giorno ha avuto un rischio doppio di positività, per chi li assumeva due volte al giorno il rischio era più che triplicato. Questi farmaci inducono il cosiddetto “moto perpetuo”, un circolo vizioso innescato da un rebound dell’acidità in chi li interrompe, che quindi è indotto ad assumerli di nuovo per adattarsi poi ad un trattamento di mantenimento a tempo indeterminato.

Entrambi i relatori hanno descritto soluzioni sia preventive sia per superare sintomatologia in atto: fra esse perdere peso e ridurre il proprio giro vita, praticare attività fisica aerobica regolare, scegliere la dieta mediterranea a base vegetale, bere acqua alcalina e praticare attività – come la mindfulness e lo yoga - che favoriscono l’equilibrio interiore. Oltre a questi suggerimenti sono state fornite indicazioni su come ridurre o sostituire trattamenti in atto, di intesa con il proprio medico curante.

Prossimo appuntamento il 28 aprile con il convegno “Come avere ossa forti e in buona salute, per tutta la vita”.

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