Lunedì, 21 Giugno 2021
Attualità

I matrimoni non ripartono: per Draghi "bisogna avere pazienza"

"Capisco le coppie, ma non si può rischiare il contagio". Il presidente del Consiglio ha annunciato nuovi indennizzi per il settore nel decreto Sostegni bis. Il tema sarà all'attenzione della prossima cabina di regia a Palazzo Chigi

Questi matrimoni non s'hanno da fare, almeno non ancora. Mario Draghi non è cattivo come uno dei bravi di Don Rodrigo che intimava a Don Abbondio di non celebrare le nozze tra Renzo e Lucia nei "Promessi sposi" di Manzoni, ma cauto e prudente sì. Bisogna avere pazienza, ha detto il presidente del Consiglio nel corso del question time di oggi alla Camera, rispondendo a un'interrogazione del capogruppo di Forza Italia Roberto Occhiuto. Il governo non ha dato nessuna data per la ripartenza del settore delle cerimonie, pesantemente colpito dalla crisi generata dal coronavirus. Draghi ha spiegato che l'attenzione del governo è nel bilanciare le ragioni dell'economia con quelle della salute. I matrimoni "sono un'occasione di socialità che può favorire la diffusione del contagio. Come in altri casi - ha aggiunto - il governo intende adottare un approccio graduale e allentare le restrizioni a seconda dell'andamento epidemiologico e della campagna vaccinale".

"Voglio esprimere un pensiero per le coppie che stanno programmando il matrimonio, capisco la loro preoccupazione, un festeggiamento così importante è il desiderio di tutti. Ma è fondamentale avere ancora un po' di pazienza per evitare che un'occasione di gioia si trasformi in un rischio per chi partecipa", ha spiegato il premier. Il settore delle cerimonie sarà quindi "all'attenzione della cabina di regia a Palazzo Chigi di lunedì 17 maggio, per dare maggiori certezze a tutto il comparto", ha aggiunto. "Il governo è vicino agli operatori del settore" wedding, ha spiegato ancora sottolineando come "nel decreto Sostegni sono stati stanziati 200 milioni per l'anno in corso" e "un ulteriore indennizzo ci sarà nel nuovo dl Sostegni la settimana prossima".

Nella sua replica alle parole del premier, l'autore dell'interrogazione sulle nozze sospese, il forzista Occhiuto, ha rilanciato il pressing aperturista che il suo partito sta portando avanti da tempo insieme alla Lega, creando scompiglio nel governo. E ha tirato in ballo anche il tema del coprifuoco, anche se Draghi ha già fatto sapere di non essere intenzionato a concedere più di un'ora di estensione, almeno per il momento (alle 23 e non alle 24, come chiesto dal centrodestra). "La nostra non è una bandiera ideologica - ha replicato Occhiuto - ma solo di buonsenso. Giusto contrastare gli assembramenti, ma il coprifuoco ha l'effetto contrario, ovvero quello di deprimere l'economia e disincentivare il turismo". La decisione è rimandata alla cabina di regia di lunedì prossimo. Rispondendo sulla possibilità di permettere il ritorno alle feste di matrimonio, anche Francesco Vaia, direttore dell'Inmi Spallanzani di Roma, ospite de L'aria che tira su La7 ha detto la sua criticando il governo: "Ci sono alcune decisioni che francamente non comprendo. Si può fare tutto a condizione che si applichi il buonsenso, invece di fare matrimoni con mille persone si possono celebrare in modo più ristretto e con solo i congiunti. Quello che deve prevalere nelle riaperture è il buonsenso".

Quando ripartono i matrimoni?

E così, mentre tutto riapre, c'è ancora incertezza sulla data che determinerà la ripartenza delle cerimonie. Si parla del 15 giugno, anche se le regioni puntano al primo giugno, quando in zona gialla riapriranno i ristoranti anche al chiuso. Un dramma che, neanche a dirlo, sta travolgendo anche tutti i promessi sposi che, per un motivo o per un altro, sono "ostaggi" di decreti e ordinanze. "In un periodo così terribile speravamo di poter festeggiare con maggiore tranquillità il nostro matrimonio. Non ci aspettavamo un ritorno immediato alla normalità, ma visto che tutto va verso la riapertura non capiamo perché si tentenni ancora sulle cerimonie. Stanno distruggendo il sogno di una vita", ha raccontato a NapoliToday Enza, che spera di festeggiare il proprio matrimonio il prossimo 7 giugno, nel rispetto delle norme anti contagio.

"Non siamo per niente tranquilli - dice affranta la giovane - c'è anche il rischio di perdere dei soldi. Si parla del 15 giugno e non capisco perché non si possa partire dal primo. Se è vero che le regioni hanno trovato un protocollo non vedo perché si debba attendere". Enza ammette di "vivere nell'incertezza assoluta e neanche gli operatori sanno come potersi organizzare. Noi ci dovevamo sposare lo scorso 26 aprile, ma il prolungamento della zona rossa in Campania non ci ha permesso neanche di ritirare le fedi. Abbiamo deciso di spostare e fortunatamente siamo riusciti a far coincidere gli impegni di tutti: dal ristorante al fotografo. Ad oggi, però, non siamo ancora sicuri se la cerimonia si terrà o meno. E questa per me è una cosa assurda", conclude.

Il protocollo delle regioni

Le regioni, intanto, hanno già sottoposto al governo un protocollo per riprendere in sicurezza, ma le valutazioni dell'esecutivo non arriveranno prima di lunedì 17 maggio, come ha spiegato oggi Draghi. Secondo le regole del protocollo delle regioni, il ristorante è tenuto, per prima cosa, a predisporre un'adeguata informazione sulle misure di prevenzione da rispettare e dovrà inoltre mantenere l'elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni. Quanto all'organizzazione dei tavoli, questi andranno disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno due metri di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso e di almeno un metro di separazione negli ambienti all'aperto, ad eccezione delle persone conviventi o che fanno parte dello stesso nucleo familiare. Tali distanze possono essere ridotte solo con barriere fisiche di separazione.

Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni, qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno un metro. Per quanto riguarda i buffet, si possono fare prevedendo la somministrazione del cibo da parte del personale incaricato e divieto per gli ospiti di toccare quanto esposto. Si può prevedere un buffet in modalità self-service ma solo in presenza di prodotti confezionati in monodose. Nel caso di esibizioni di musica dal vivo, è obbligatorio mantenere il distanziamento tra artisti e pubblico di almeno due metri. In ogni caso devono essere evitate attività e occasioni di aggregazione.

Le bomboniere non dovranno circolare sui tavoli, ma dovrebbero essere consegnate direttamente dagli sposi a ogni invitato dopo essersi igienizzati le mani. In caso di ricevimenti con almeno 50 persone, il locale dovrà avere un "covid manager", scelto tra i dipendenti, che si occuperà di far rispettare le regole e che il ricevimento si svolga nel totale rispetto delle norme anti contagio. Nei guardaroba, infine, gli indumenti e gli oggetti personali devono essere riposti in appositi sacchetti porta abiti.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I matrimoni non ripartono: per Draghi "bisogna avere pazienza"

IlPiacenza è in caricamento