I musei riaprono ma devono vincere la paura dei visitatori

Sul quotidiano nazionale "Italia Oggi" l’intervento dell’architetto Carlo Ponzini sulla riapertura dei musei

FOTO DI ALESSANDRO BERSANI

I musei hanno riaperto. Anche se alcuni musei, sono rimasti chiusi. Le conseguenze del lockdown sono impressionanti . Alla ripresa non sarà tutto come prima, abbiamo sentito ripetere. Oggi tutti guardiamo al settore dell’arte con preoccupazione, in Italia i musei svolgono un ruolo economico e sociale di prim’ordine, in un periodo particolare in cui gli spazi museali si stanno riprogettando pensando al loro domani, per poter continuare a stare sul mercato. Negli anni Novanta progettai il mio primo spazio espositivo all’interno di Palazzo Gotico a Piacenza, esso accolse la grande mostra su Giovanni Paolo Panini, curata da Ferdinando Arisi. Da allora ho continuato a progettare allestimenti museali, puntando sempre sull’innovazione e la sorpresa. L’immagine, per me. deve essere coordinata quindi la grafica ha sempre interagito con l’allestimento fin dal progetto del logo. Agli inizi del 2000, progettai l’allestimento di una mostra su Gaspare Landi, curatore Vittorio Sgarbi. In quell’occasione introdussi nel mondo dell’arte le luci Led e, per la prima volta, illuminai i quadri oltre che dall’alto dal basso, fu un innovazione. Oggi sto progettando gli allestimenti del post-coronavirus. Poche regole: percorsi trasparenti, allestimento semplice e museo musei-2sobrio, un cordon rouge, a cui attaccarsi per non provocare incroci nei flussi. Il visitatore deve percepire tutto lo spazio… poter vedere oltre, per capire che può visitare la mostra senza paure.

Continuo a lavorare sulla luce, non rivolgendomi al mercato delle lampade griffate ma utilizzando nuovi Led ad altissima efficienza, usati dalle Forze Armate, al fine di garantire una precisione accurata nell’emissione luminosa e il 50% del consumo di energia. Ogni singolo Led viene testato prima di ogni accensione in modo automatico per garantire precisione nell’emissione della luce. Utilizzo la tecnologia “led freddo” che riduce di molto le emissioni di raggi infrarossi, ad esso aggiungo uno schermo protettivo in Lexan per bloccare ogni emissione UV. Il risultato è una luce direzionale e precisa, volta ad esaltare le sfumature di luce create dagli artisti nei dipinti e nelle architetture illuminate. La qualità della luce Led è di primaria importanza (i Led infatti, se si surriscaldassero, emetterebbero raggi infrarossi, nocivi sia per le opere d’arte che per i nostri occhi).

Molte istituzioni museali e gli operatori culturali di tutta Italia, stanno rispondendo alla pandemia, con iniziative dinamiche, attraverso la fruizione digitale per permettere agli utenti di visitare il museo da casa. Ma bisogna prestare attenzione poiché se l'offerta è “online” si accresce la convinzione che tutte le produzioni culturali possano essere veicolate sul digitale, questo deve avvenire senza snaturare la loro qualità artistica. Il digitale va utilizzato soprattutto per far conoscere l’evento che come tale deve avere un carattere di autenticità e unicità da gustare nella visita. Inoltre il digitale deve essere usato in questo momento di “ritorno alla normalità”, per spiegare che all’interno della mostra saranno garantite le norme di sicurezza:

1) Limitare la capacità totale dei visitatori

2) Minimizzare le interazioni tra operatori e pubblico tramite un sistema “cordon rouge” e di prenotazioni online

3) Regolamentare la circolazione interna alla visita in modo che non si creino assembramenti; questa condizione non deve essere vista come una limitazione, ma anzi il maggior relax può contribuire ad una migliore comprensione della mostra.

Mi piace lo slogan proposto dal direttore degli Uffizi: “evitiamo il contagio, tranne quello della bellezza”. I musei possono contribuire in modo importante a costruire “il nuovo” che ci attende, a guardare il passato per poter leggere e comprendere il presente e progettare il futuro. Le esposizioni museali che partecipano alla formazione culturale di tutti noi, hanno una responsabilità sociale e possono così essere protagonisti di questa fase storica piena di incertezze ma anche di speranze.

Carlo Ponzini

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architetto e professore di Nanotecnologie e sistemi evoluti per l'architettura, Corso di Laurea magistrale in Architettura e città sostenibili, Università di Parma

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