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Giovedì, 19 Maggio 2022
A Pontenure / Pontenure

«I no vax? Persone che parlano di libertà nel momento stesso in cui la calpestano»

Svastica nazista, la doppia V rossa simbolo dei no vax e scritte che si rifanno alla “dittatura nazi-sanitaria” sulla sede della Cgil a Pontenure. Il presidente Bonaccini: «Massima solidarietà e vicinanza»

«Esprimo massima solidarietà e vicinanza a Cgil, Cisl e Uil. AI segretari nazionali Landini, Sbarra e Bombardieri, oggetto di attacchi e intimidazioni da parte dei no vax. Lo stesso ai segretari regionali e a tutte le lavoratrici e i lavoratori per questo ennesimo gesto, vile e inaccettabile, compiuto stavolta contro i sindacati e loro sedi in Emilia-Romagna, in particolare a Reggio Emilia e Pontenure». Così il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, di fronte alle scritte e ai manifesti che prendono di mira i tre sindacati e i loro segretari nazionali – Maurizio Landini (Cgil), Pier Paolo Bombardieri (Uil) e  Luigi Sbarra (Cisl) – attaccati dai no vax fuori da diverse sedi sindacali, con la svastica nazista, la doppia V rossa simbolo dei no vax e scritte che si rifanno alla “dittatura nazi-sanitaria”.

«Evocare la dittatura sanitaria e modalità naziste contro chi, di fronte a una pandemia mondiale senza precedenti, si è battuto fin dall’inizio per la sicurezza nei luoghi di lavoro è davvero senza senso e qualifica chi tali atti li compie: persone che dimenticano qualsiasi senso di responsabilità verso gli altri e la collettività, scegliendo di attaccare chi non la pensa come loro. Persone che parlano di libertà nel momento stesso in cui la calpestano. Nella nostra regione - chiude Bonaccini-, fra le più colpite dalla pandemia, dove abbiamo purtroppo registrato così tanta sofferenza e vittime, continueremo a rimanere uniti per uscire definitivamente dall’emergenza sanitaria e per una ripresa che sia equa e di tutti, contando sul contributo fondamentale di tutte le parti sociali. Allo stesso modo, con la medesima coesione lavoreremo insieme per accogliere tutti i profughi in fuga dalla guerra in Ucraina». 

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