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«I nostri genitori curati ma soprattutto assistiti con attenzione in tutti i reparti»

La testimonianza di Silva, Mauro e Paolo Olivieri: «Tra l’ospedale di Piacenza e quello di Bobbio abbiamo conosciuto professionalità a tutti i livelli, ma anche grande sensibilità e disponibilità, doti che “curano” i pazienti meglio di molti farmaci»

«Vorremmo raccontare una storia di buona sanità che sicuramente non sarà unica ma che crediamo meriti di essere riportata. Pochi giorni prima del ferragosto di quattro anni fa nostro papà, allora 83enne, ha improvvisamente avuto bisogno di un difficile intervento chirurgico presso l’ospedale “Guglielmo da Saliceto”, a cui sono seguiti due mesi di degenza per gravi complicazioni legate anche all’età». Silvia, Mauro e Paolo, figli di Luciana Nicora e Guido Olivieri, intendono far sapere anche ai piacentini ciò che hanno già comunicato al ministro della salute e al direttore dell’Ausl di Piacenza Luca Baldino.

«In questo arco di tempo siamo stati affidati alle cure della Chirurgia Generale (tra cui l'eccezionale compianto dottor Maurizio Celoni, che pur in un periodo critico come il mese di agosto ha coordinato e portato a termine con successo un intervento urgente, lungo e complesso), dell'Anestesia, della Rianimazione, della UTIC ed infine dell’ospedale di Bobbio. In questi difficili momenti abbiamo avuto modo di conoscere ed apprezzare lo straordinario lavoro, la notevole

professionalità e competenza e l’eccezionale carica umana di tutti questi reparti e strutture che, senza perdersi d’animo anche quando le circostanze lasciavano temere il peggio, hanno sempre lavorato con un impegno ed una determinazione quasi “testardi” ma alla fine vincenti: il papà è riuscito a tornare a casa e, dopo poco, a riprendere la sua vita di sempre e per questo regalo non potremo mai ringraziare abbastanza».

«Ma questo comportamento eccezionale e queste qualità non comuni le abbiamo puntualmente ritrovate lo scorso aprile in piena crisi Covid quando nostra mamma 81enne è stata ricoverata in Chirurgia Vascolare per una ischemia acuta, e lo scorso settembre quando il papà è stato affidato nuovamente alle cure dell’UTIC e della Cardiologia per una nuova crisi cardiaca. Scriviamo quindi per dire che nella nostra Asl abbiamo ospedali e reparti di cui andare fieri, perché oltre alla certezza di trovare eccezionale professionalità a tutti i livelli sappiamo che troveremo sempre anche donne e uomini di grande sensibilità e disponibilità, doti che a nostro avviso “curano” i pazienti meglio di molti farmaci».

«Vorremmo quindi ringraziare –proseguono nella lettera Silvia, Mauro e Paolo Olivieri - il dottor Federico Mosso ed il suo staff per l’intervento chirurgico che ha risolto l’ischemia della mamma, il dottor Francesco Passerini che ha coraggiosamente eseguito due angioplastiche al papà, il dotto Stefano Ferraro che anche questa volta come quattro anni fa ha tenacemente seguito il papà in UTIC, e tutto il personale medico tra cui un giovane e promettente cardiologo di cui non sappiamo il nome ma che sicuramente si riconoscerà. Un grazie di cuore va anche al personale infermieristico e alle Oss, che con amorevole attenzione si sono prodigati con cure e premure straordinarie. Sappiamo bene che, come sempre, i risultati positivi sono frutto di un impegno di squadra in cui spesso il lavoro di alcuni non è visibile all’esterno e quindi vogliamo ringraziare per la loro intensa collaborazione anche i medici della Pneumologia e della Nefrologia, così come tutte le altre figure professionali che non conosciamo ma che hanno dedicato le loro energie e le loro attenzioni a due “vecchietti” con ancora molta voglia di vivere. Vogliamo infine ringraziare tutta, ma proprio tutta, l'equipe dell'ospedale di Bobbio, nostra piccola ma eccellente realtà che ha aiutato la mamma ed il papà a terminare la convalescenza: in tutti i Reparti (Medicina, Degenza, PPI, Day Service, Nefrologia e Dialisi, Radiologia, Ambulatori) ogni paziente riceve cure, affetto ed attenzioni come "uno di famiglia"; un elogio speciale e sincero va al dottor Antonio Manucra, medico dal cuore d'oro che esercita la professione per la "sua" gente di montagna con tutta la passione possibile. A tutti quanti mandiamo un grosso abbraccio con infinita gratitudine».

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