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150 anni dalla morte di Manzoni

I Promessi Sposi: un vero romanzo popolare che può dire ancora molto

Il professore Roberto Bizzocchi in Cattolica per la presentazione del volume “Come i Promessi Sposi hanno fatto l’Italia”

Il romanzo di Manzoni “I promessi sposi” può parlare ancora oggi alle moderne generazioni a partire dai progetti ostacolati e dai soprusi di cui ancora oggi sono vittime le donne. Giustizia, potere, vendetta, perdono, odio fra i popoli: tematiche che attraversano inalterate il tempo e che arrivano a noi, attualissimi, all’interno di un romanzo che ha ancora molto da dire anche ai giovani. La facoltà di Scienze della formazione, nell’ambito delle celebrazioni legate al 25esimo anno di presenza nel campus di Piacenza e in occasione dei 150 anni dalla morte di Manzoni, ha promosso un incontro, presso l’Auditorium “Mazzocchi” della Cattolica di Piacenza con il professor Roberto Bizzocchi ordinario di Storia moderna presso l’Università di Pisa e autore del volume Romanzo popolare. Come “I Promessi sposi hanno fatto l’Italia”, una conferenza promossa dalla professoressa Monica Bisi, docente di lingua e grammatica italiana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. «Il tema - sottolinea la docente - suscita curiosità: oltre agli studenti della facoltà, infatti hanno già aderito alla proposta oltre 160 studenti delle scuole superiori di Piacenza: l’approccio che proponiamo è dialogico, sulla scorta dello stile con cui Manzoni si avvicina al suo lettore. Presenteremo anche un affondo sulle figure di Gertrude e di Lucia, vittime di soprusi, che reagiscono in modo profondamente diverso alle prevaricazioni e alle ingiustizie. Un tema, questo, di terribile attualità».«Oggi - ha chiarito Roberto Bizzocchi - continuiamo ad avere sotto gli occhi le conseguenze tragiche di un nazionalismo estremista ed esclusivo, quello antilluministico e anti-cosmopolitico del Romanticismo.

Il nazionalismo romantico vagheggiava l’esistenza di una nazione geneticamente intesa come comunanza di sangue, da sempre esistita e sacralmente insediata nella sua terra, una grande famiglia diversa dalle altre e con esse inconciliabile; dunque, potenzialmente loro nemica.  Nel mio libro ho cercato di spiegare come Manzoni, un romantico molto a modo suo, abbia sì parzialmente condiviso in alcune sue opere (specie Marzo 1821, Adelchi e il Discorso storico sui Longobardi) questo nazionalismo aggressivo e bellicoso, ma lo abbia poi del tutto messo da parte nei Promessi Sposi». «Qui - dice Bizzocchi - gli spagnoli non sono una razza diversa e odiata in quanto tale, ma un ceto di governo di inefficienti cialtroni, al pari dei loro colleghi e collaboratori italiani. La lezione per la nostra attualità, implicita ma chiarissima, è che non ci si deve schierare, contrapporre, odiare in base a identità nazionali, ma prendere razionalmente delle posizioni politiche che implicano giudizio, ma anche confronto e dialogo, sulle cose, le persone, i gruppi, le nazioni stesse. La giustizia è forse il principale dei temi del romanzo. Ovviamente c’è la giustizia di Dio, l’unica davvero perfetta. Ma l’idea di Provvidenza di Manzoni comprende il dovere che ogni uomo ha, in questa terra, di vivere comunque secondo giustizia».

«La Storia della colonna infame, che abbiamo la discutibile abitudine di leggere separatamente dal romanzo, ma che per l’autore ne è il completamento necessario, visto che ha pubblicato insieme i due testi, denuncia con grande e coraggioso radicalismo l’abuso della giustizia nel funzionamento dell’apparato giudiziario. Quella della responsabilità dei giudici è una questione che non smette mai di essere di attualità, e la riflessione dolorosa di Manzoni al riguardo è fondamentale». «Ma l’analisi della responsabilità individuale è un filo conduttore anche dei Promessi Sposi, perché ogni evento e ogni azione di tutti i personaggi, grandi e piccoli, non vi sono semplicemente narrati ma valutati con una concentrazione implacabile sul loro contenuto di giustizia o ingiustizia. È un’attitudine impegnativa, talora anche un po’ spigolosa; ma credo che porti con sé una lezione sempre valida. Quanto alla rappresentazione della donna, i Promessi Sposi sono a ben vedere di una modernità ammirevole. Attenzione: non ci si può aspettare da un autore del primo Ottocento la condivisione di un’idea della libertà sessuale che si è affermata solo negli ultimi decenni della nostra storia. Ma dal romanzo esce una richiesta vibrante di rispetto dei diritti e della autonomia di scelta delle donne. La contadina analfabeta Lucia è rappresentata sì timida e riservata, ma fermissima nella determinazione di difendere la propria scelta. La figura che le fa da tragico contrappunto, Gertrude, è disegnata con straordinaria penetrazione psicologica proprio perché Manzoni ha preso di petto, e tutto dalla parte della vittima, il dramma di una adolescente soggiogata dalla prepotenza familiare e paterna».

«I due capitoli su Gertrude mi paiono un capolavoro nel capolavoro, e vorrei sottolinearne il succo: la denuncia scandalizzata e partecipe della violenza che il paternalismo maschile esercita su una ragazzina adolescente. Altro aspetto da considerare è quello della responsabilità individuale e della libertà di coscienza. Ancora una volta, già nelle Osservazioni Manzoni replica alle accuse dei protestanti spiegando che l’esistenza dei direttori di coscienza e del sacramento della confessione non esimono affatto i cattolici dall’assumersi la responsabilità di decidere sul proprio comportamento». «Ogni vero cristiano crede alla Provvidenza, e nel dialogo implicito ma sostanziale voluto dall’autore fra Promessi sposi e Storia della colonna infame viene resa esplicita, di fronte all’antico tormento circa il male nel mondo e la sofferenza del giusto, la convinzione che il premio o la punizione divini saranno comprensibili solo alla fine dei tempi. Ma è altrettanto esplicito che intanto ogni essere umano ha la responsabilità individuale, di fronte alla sua libera coscienza, di comportarsi in modo giusto. Lo ripeto perché mi pare importante: non so se esista un altro romanzo in cui l’analisi e la valutazione sulla giustizia o ingiustizia delle azioni degli uomini, specie se potenti e influenti, siano tanto continue e implacabili come nei Promessi Sposi»

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