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Welfare e rincari

I servizi socio sanitari lanciano l'allarme: «Servono aiuti immediati o rischiamo la chiusura»

L'appello nel documento unitario firmato dai gestori di strutture per anziani, disabili e minori della provincia di Piacenza dopo l’escalation dei rincari energetici dell’ultimo anno e la concreta carenza di personale

Si sono ritrovati mercoledì pomeriggio i gestori di servizi socio-sanitari ed educativi della provincia di Piacenza per confrontarsi e lanciare un appello alle istituzioni della comunità piacentina. Si tratta di Asp Aziende Pubbliche, Enti pubblici, Fondazioni private, Associazioni e Cooperative sociali. Insieme sommano 4565 utenti ospiti dei servizi residenziali, diurni e domiciliari per minori, anziani, disabili adulti in difficoltà e 2552 Operatori professionali alle proprie dipendenze. Un arcipelago di realtà tutte accomunate dal fatto di gestire servizi pubblici a sostegno della popolazione fragile.

«È da sottolineare che si tratta della più importante rete di supporto messa a disposizione degli utenti e delle loro famiglie - si legge in una nota a firma congiunta di diversi responsabili di strutture piacentine - Il comparto socio sanitario patisce, storicamente, un debole riconoscimento sociale e un altrettanto limitato finanziamento rispetto all’entità e alla complessità dei bisogni che i soggetti gestori si trovano ad affrontare».

«Pur nelle difficoltà enormi di queste due anni - prosegue il documento - i servizi sono sempre stati garantiti e i bisogni degli utenti accolti secondo i criteri di qualità stabiliti dalle indicazioni normative. Dopo due anni in trincea per il Covid, con anche fortissime ripercussioni economiche, la situazione dei rincari energetici è ormai non più sostenibile per bilanci di enti senza fine di lucro che non hanno marginalità e utili a compensare le centinaia di migliaia di euro di aumenti dei costi delle bollette. Con rincari che superano mediamente il 150% i servizi diventano a rischio chiusura».

«Quello che serve ora sono aiuti mirati e concreti di sostegno per il breve e medio periodo. Su questo aspetto gli interventi adottati finora da Regione e Governi non sono sufficienti e occorre fare di più specificatamente per questo settore di servizi pubblici indispensabili: 
- Le tariffe della Regione Emilia Romagna per i servizi accreditati non sono state adeguate sufficientemente ai rincari reali dei costi e quindi ci si attende una ulteriore revisione;
- I crediti d’imposta e i contributi governativi non risultano sufficienti e i fondi specificatamente destinati attendono ancora la definizione delle modalità di accesso ;
- Il teleriscaldamento, pur essendo aumentato quanto e forse più del gas, non è incluso nei benefici dell’iva agevolata e del credito d’imposta come avviene per gas naturale ed energia elettrica;
- Azzeramento dell’IRAP e agevolazioni TARI

«Ad aggravare la gestione organizzativa ed economica dei servizi socio-sanitari-educativi - scrivono nella nota - è inoltre la crisi derivante dalla carenza di personale sanitario, socio sanitario ed educativo che si sta registrando in tutto il territorio nazionale e quindi anche nel nostro territorio. L’emergenza sanitaria ha ulteriormente evidenziato l’importante carenza di personale qualificato: l’offerta di operatori socio-sanitari, infermieri e fisioterapisti è significativamente insufficiente rispetto al fabbisogno. Le difficoltà di reclutamento non sono dovute solo alla carenza di professionisti, che comunque sconta una programmazione che si è dimostrata non adeguata, ma anche alla sempre minore attrattività verso il lavoro di cura, essenziale per garantire la continuità della presa in carico delle persone fragili.
Su questo tema si chiede alle Istituzioni un ruolo di regia, di supporto e accompagnamento per
- reperire personale sanitario proveniente dall’estero, facilitando i percorsi di reclutamento e di assunzione dai paesi stranieri, azione in grado di attrarre personale qualificato;
 
- promuovere, anche attraverso risorse del PNRR, percorsi formativi per “creare” figure intermedie tra gli operatori socio sanitari e gli infermieri (i cosiddetti “super OSS”) e di concretizzare il riconoscimento economico dovuto per tali nuove figure;
- implementare i corsi di qualifica e di riqualifica professionale a livello regionale con l’abbattimento dei costi di formazione nell’ambito delle politiche attive del lavoro;
- ridefinire i rimborsi del personale sanitario non in linea con le richieste del mercato del lavoro;
è necessaria un’azione corale dei soggetti collocati nei diversi livelli di responsabilità locale, regionale e nazionale e serve oraı.

Firmatari
A.S.P. Azalea – Francesco Botteri
A.S.P. Città di Piacenza – Andrea Chiozza
Assofa Coop.Soc. – Donatella Peroni
Aurora Domus Coop.Soc. – Daniela Chinosi Coopselios Coop.Soc. – Roberta Bonini
CRA Castagnetti – Francesco Botteri
CRA Perini – Marzia Maffini
Casa di riposo G. Gasparini – Andrea Altini Fondazione Aride Breviglieri – Paolo Lazzara Fondazione Madonna della Bomba – Paolo Cavallo Fondazione Pio Ritiro Cerati – Alessandra Fanti Fondazione Verani Lucca – Leonardo Mazzoli Geocart Coop. Soc. – Sergio Bernini
Istituto Emilio Biazzi – Linda Tinelli
La Gemma Coop.Soc. – Maurizio Capelli
Proges Coop. Soc. – Lorena Masarati
Unicoop Coop. Soc. – Marialuisa Contardi

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