«I sindacati accanto ai lavoratori nel difendere i loro diritti»

Si inasprisce la vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto pulizie, servizi integrati e multiservizi, scaduto da sette anni e mezzo. Domani lo sciopero

Si inasprisce la vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del comparto pulizie, servizi integrati e multiservizi, scaduto da sette anni e mezzo. Domani, venerdì 13 novembre, gli oltre 600 mila addetti del comparto incroceranno le braccia per l'intero turno di lavoro in tutta Italia. La mobilitazione nazionale, indetta dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti, segue diverse iniziative territoriali avvenute nelle ultime settimane e la manifestazione del 16 ottobre scorso.

«A Piacenza sono quasi 4 mila gli addetti interessati, molti dei quali impegnati nelle strutture sanitarie pubbliche e private della provincia, oggi sotto pressione per il riacutizzarsi dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus. Lavoratrici e lavoratori che durante il lockdown di marzo e aprile sono stati chiamati spesso eroi e adesso chiedono che nessuno li voglia ignorare. Sono donne e uomini che percepiscono salari esigui, hanno orari ridotti, carichi di lavoro pesanti e operano in condizioni spesso ad alto rischio senza veder riconosciuto il loro diritto di avere un giusto e non più rinviabile rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro», si legge nel Comunicato unitario firmato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltrasporti.

«Ovviamente essendo spesso un servizio essenziale quello che svolgono e avendo piena consapevolezza della particolare situazione generale del Paese, non tutti potranno partecipare a questa mobilitazione, è fondamentale però il formarsi di una coscienza collettiva del fatto che ospedali, case di cura,scuole, fabbriche, tribunali, mezzi di trasporto, uffici pubblici e privati e supermercati in un momento come quello che stiamo vivendo a causa della pandemia, sarebbero inaccessibili senza la quotidiana attività di tutte queste persone», continua. «Cgil, Cisl, Uil stigmatizzano l'indisponibilità delle associazioni datoriali e delle imprese del settore a rinnovare il contratto nazionale e la poca volontà di far giungere la lunga trattativa contrattuale a risultati concreti. I sindacati sono accanto ai lavoratori nel difendere i loro diritti in un settore che, al 70%, è composto da donne spesso in part-time».

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