Il 25 marzo “Sto a casa con Dante”

Primo “storico” Dante-Dì nazionale, dedicato a Dante Alighieri, padre della lingua italiana

Domani, 25 Marzo, alle ore 18 in tutta Italia e nelle Sedi del Mondo della Società Dante Alighieri (in orari “ad hoc” dello stesso giorno), su invito della Sede Nazionale, una miriade di persone - nel segno dell’“Amore”, “sentimento che aiuta a superare ogni male - declamerà la Lectura Dantis

... Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

... Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

(Divina Commedia, Inf., V canto)

Già moltissime città italiane e straniere e noti scrittori italiani hanno confermato la loro adesione.

Nella situazione che stiamo vivendo, assai triste e drammatica, il dare notizie culturali potrebbe apparire superficialità e magari fuori luogo. Tuttavia, proprio perché (pur restando più che giustamente e coscienziosamente tra le nostre pareti domestiche) è necessario sentirsi comunque componenti di una realtà sociale (per ora angosciosa, ma che tutti auspichiamo sia presto migliore) della quale siamo pur sempre elementi, sembra utile dare un’informazione culturale di portata “nazionale”, frutto di un provvedimento governativo della fine dello scorso gennaio: la “nascita” del “Dante-Dì”. Si tratta dell’istituzione di un giorno fisso “calendariale” annuo, individuato nel 25 Marzo, nel quale si celebrerà annualmente e si ricorderà “Dante Alighieri” in qualità di “padre della lingua italiana”. Il 25 Marzo vuole cioè essere una “data” intesa a mantenere viva la memoria e l’importanza del sommo poeta quale “pietra miliare” della Cultura italiana e della nostra lingua parlata. Del resto, la stessa “Società Dante Alighieri”, nata nel 1889, è stata “intitolata” a Dante alla luce del ruolo e dello scopo statuario che il nascente sodalizio culturale intendeva avere: la divulgazione della lingua e cultura italiana in Italia e nel mondo. E quale altro “nome” scegliere per denominarla quando nacque su iniziativa di Giosuè Carducci e di Giacomo Venezian?

Il 25 Marzo di quest’anno, primo momento “storico” di celebrazione del “Dante-Dì” istituito, purtroppo non ha potuto aver luogo. Sarebbe stato ricordato a Piacenza con un Incontro in Galleria Ricci Oddi, con Letture di alcuni significativi “canti” della “Divina Commedia” da parte di tre lettori. Ovviamente ogni programmazione presente e futura è stata fin da febbraio u.s. immediatamente rinviata a non prima della fine die prossimo settembre. Tuttavia, proprio in considerazione del significato e dello “storico” provvedimento governativo emanato in funzione del giorno suddetto dedicato “nazionalmente” a Dante Alighieri, pare opportuno portare all’attenzione l’iniziativa realizzata, nel segno dell’importanza che si attribuisce, e da sempre riconosciuta, a questa grande figura della cultura italiana e della nostra lingua. Perché la scelta proprio del 25 Marzo? I motivi sono quanto meno due: il primo (di ordine pragmatico) è stato ispirato all’intento di non accavallare la “data” con altri vari eventi o situazioni che esistono a livello calendariale (giornata della “memoria, festività pasquali, necessità di natura scolastica, patrono d’Italia, e quant’altro); ma il secondo (che è poi il più “logico e sostanziale”, è dovuto alla considerazione che il 25 Marzo è la festa liturgica dell’Annunciazione e dell’Incarnazione. E, a quanto è dato sapere attraverso gli studi, Dante avrebbe immaginato di iniziare proprio in tale giorno il suo “viaggio” descritto nella “Commedia anche in quanto tale giorno, quanto meno da una parte della Chiesa cristiana del tempo (non per tutta, ma già sì per i documenti pontifici) quello era il “primo giorno dell’anno”: invero, solo successivamente l’anno solare sarebbe iniziato col “1° gennaio” (Riforma Gregoriana) gennaio. Dunque: il 25 Marzo oggi “entra” nel “calendario” annuale, col corrente 2020. E’ indubbiamente un momento che si può definire “storico” sul piano strettamente culturale. E, non potendo celebrarlo immediatamente per le ragioni che tutti sappiamo, non è inutile invitare la buona volontà di chi lo desidera, a dare una “... sbirciatina” a qualche “pagina” dantesca, proprio per dare un segno a noi stessi di avere accolto, nel nostro piccolo e in un nostro ... “sto a casa con Dante”, tale “ingresso” calendariale annuo dei questo “grande” della lingua e della letteratura. In modo particolare con una lettura (anche alla ... finestra) dei versi del V° Canto dell’Inferno (il notissimo Canto che narra del tormentato amore di Paolo e Francesca), ed in particolare dei versi che si riportano in calce, filmandosi con uno “smartphone” e condividendo sui social il video con l’hashtag “#stoacasacondante”.

Roberto Laurenzano

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