Il “Cantiere Carmine” nella rete dei Laboratori Aperti regionali, oggi al centro di un convegno a Modena

«Pur mantenendo l’impostazione generale data dalla Regione – ha spiegatol’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Garetti – il laboratorio di Piacenza si incentra sulla logistica e la mobilità sostenibile, in quanto temi strategici che possono portare la città a diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale»

Focus sul progetto emiliano-romagnolo dei “Laboratori Aperti”, sviluppati nell’ambito dei Fondi europei di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020, come rete di strutture che potranno favorire l’innovazione, il confronto e la collaborazione tra imprese, cittadini e Pubblica Amministrazione, per risolvere con un approccio costruttivo i problemi del territorio e fornire servizi alla collettività. Se ne è parlato anche oggi, a Modena, nella seconda giornata del convegno “Giovani Rigenerazioni Creative”, inserito nel programma culturale di “Energie Diffuse”, nell’ambito del quale l’assessore ai Lavori Pubblici Paolo Garetti è intervenuto per presentare il progetto di recupero della ex chiesa del Carmine. “Pur mantenendo l’impostazione generale data dalla Regione – ha spiegato – il laboratorio di Piacenza si incentra sulla logistica e la mobilità sostenibile, in quanto temi strategici che possono portare la città a diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale”. Nella sua presentazione, l’assessore Garetti ha sottolineato il pregio dello storico edificio e la sua collocazione – all’ingresso del centro storico, vicina a Palazzo Farnese e alla basilica di San Sisto – mettendone in evidenza le potenzialità anche come sede collaterale di eventi culturali e turistici che valorizzino “non solo le peculiarità e la bellezza degli spazi, che conservano stucchi cinquecenteschi e tracce di architettura del secolo successivo,  ma anche l’uso della tecnologia, che consente sperimentazioni creative e all’avanguardia, grazie alla dotazione infrastrutturale di connettività con collegamento diffuso a banda larga”.  Si è posto l’accento anche sulle specificità della campagna di comunicazione che ha accompagnato i lavori di restauro, con la creazione di un vero e proprio marchio – “Cantiere Carmine” – che potrà essere utilizzato anche in futuro, “dando l’idea di un’attività culturale, di un contenitore di idee in evoluzione e di progetti sempre in fieri. Molto importante – ha aggiunto Garetti – è stato il coinvolgimento degli studenti attraverso il progetto Carmine Graffiti, realizzato in collaborazione con il liceo artistico Cassinari, con l’obiettivo di evidenziare, attraverso tecniche grafiche diverse, quale fosse il punto di vista dei ragazzi sulla struttura e sui temi indicati per la sua nuova destinazione d’uso. Uno sguardo giovane, a ribadire ancora una volta lo spirito e l’approccio nuovo di questo percorso”. 

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