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Lunedì, 16 Maggio 2022
Attualità Gragnano Trebbiense

Il comune di Gragnano per favorire la mobilità pedonale e sostenibile

Anche quest’anno l'amministrazione comunale di Gragnano ha aderito, in collaborazione con la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado, alla campagna “Siamo nati per camminare…” promossa dalla Regione Emilia-Romagna

Anche quest’anno l'amministrazione comunale di Gragnano ha aderito, in collaborazione con la Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado, alla campagna “Siamo nati per camminare…” promossa dalla Regione Emilia-Romagna per favorire la mobilità pedonale e sostenibile. Dal 28 marzo al 9 aprile i gragnanesi incroceranno lungo le strade del paese i bambini e le bambine aderenti al progetto e appartenenti a tutte le classi delle scuole elementari e alle  prime classi delle Medie, accompagnati da alcuni genitori o volontari Auser. I vari gruppi si daranno appuntamento in alcuni precisi punti del paese per poi raggiungere a piedi la sede scolastica. 

Quest’anno il focus tematico è quello del gioco. In sostanza si vogliono mettere in evidenza i vantaggi del privilegiare lo spostamento a piedi o in bicicletta in termini di socializzazione, sostenibilità, salute, sicurezza conoscenza del territorio, promozione della vivibilità del paese. Soprattutto si vuole valorizzare il contesto urbano come spazio di stimolo e crescita dei bambini in particolare per fornire occasioni di gioco.

Il progetto, che vuol premiare le attività creative, è inoltre caratterizzato dall’elemento della competizione virtuosa tra le classi     attraverso il concorso che registrerà le modalità di spostamento giornaliere verso scuola premiando alla fine le classi più virtuose in assoluto e quelle con il miglioramento più alto ottenuto. Si prevede inoltre di raccogliere e valorizzare i prodotti creativi realizzati sul tema di questa edizione. 

«Anche in questo caso è stato fondamentale il ruolo del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Due giovani consiglieri infatti sono i promotori dell’iniziativa che parteciperà al progetto. Pietro Sogni, in Consiglio, aveva proposto l’idea di una caccia al tesoro nel paese. Il progetto è stato poi trasformato dal promotore e dalla compagna Emma Bracchi: i due ragazzi, con un lavoro minuzioso, hanno preparato le domande da rivolgere ai partecipanti, in particolare due domande al giorno per i bambini dalla classe terza in avanti e una al giorno per i più piccoli» hanno sottolineato il sindaco Patrizia Calza e l’assessore Alessandra Tirelli. Per i primi i quesiti sono più incentrati sulle conoscenze visive: "Quanti incroci hai attraversato per andare a scuola”, “Quanti campi gioco hai incontrato lungo il percorso”, “Hai incontrato vigili, carabinieri o poliziotti?". Più indirizzate a valutare la conoscenza invece le domande preparate per i più grandi: “Sei passato in via Pertini. Chi è stato Pertini?” “Via Martin Luther King è intitolata a un politico, a un giocatore o a un santo?” E così via.

«Un lavoro davvero approfondito dei ragazzi che avremo modo di meglio evidenziare» ha proseguito il sindaco. «Nel contempo abbiamo incrociato questo progetto con quello del dono che ha riscosso grandissimo successo. In due giorni diversi i ragazzi e le ragazze delle classi quarte lungo il percorso faranno tappa al Centro Diurno per salutare gli anziani  con cui hanno stretto amicizia nel corso dell’anno e a cui lasceranno un dono, portando avanti quella relazione tra generazioni che sta dando frutti davvero insperati».

Le domande vengono rivolte dalle insegnanti ai bambini nel dopo mensa e sulla base degli esiti verranno proclamate le classi vincitrici ovvero quelle che hanno dimostrato maggiore conoscenza del territorio e migliorato il modo di raggiungere la scuola.

«Va senz’altro valorizzato il lavoro di cucitura e di coordinamento di Giulia Marzolini, dipendente comunale nonché mamma e     degli altri genitori e volontari che hanno aderito con entusiasmo condividendo lo spirito dell’iniziativa. Grazie a loro, a cui va il nostro ringraziamento, si è riusciti a organizzare un’attività molto importante, sempre ma soprattutto in questi anni di pandemia. I bambini infatti raggiungono la scuola senza utilizzare mezzi, stando all’aria aperta, e rafforzano le relazioni tra loro e con gli adulti divertendosi, conoscendo meglio i luoghi in cui vivono. È la comunità di adulti che si sente responsabile dei più piccoli della propria comunità: davvero un bell’esempio».

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