Il Comune in soccorso dei centri estivi: 410mila euro in più di sostegno ai bandi

Il rapporto sarà di un educatore ogni 7 bambini, «costi esplosi», ma il Comune darà una grossa mano per integrare economicamente due bandi. L’assessore Papamarenghi: «Soldi frutto dei risparmi di questi tre mesi su mense e trasporti scolastici». Si pensa anche a un fondo

Le scuole in città sono chiuse da venerdì 21 febbraio. Da allora i figli più piccoli sono a casa, in gestione ai genitori (o a un genitore) che nel frattempo è tornato a lavorare anche fisicamente (non più in smart working). Un bel problema, considerato il fatto che i nonni sono la fascia più delicata della popolazione, in questa fase. I centri estivi – che ripartiranno in Emilia-Romagna l’8 giugno – possono essere una soluzione per i mesi di giugno e luglio. Ne ha parlato in commissione 3, facendo il punto della situazione, l’assessore alle politiche Jonathan Papamarenghi-9scolastiche Jonathan Papamarenghi, che ha annunciato importanti novità.

SCUOLA

L’assessore ha rimarcato come sul fronte della ripresa scolastica il Governo sia ancora fermo a delle ipotesi. «La didattica a distanza è organizzata in modo autonomo in base all’organizzazione delle singole scuole e dei singoli decenti. Abbiamo creato una mappatura che ha permesso di avere sott’occhio la situazione. Dichiarazione poco felice quella del ministro Azzolina: il “saranno promossi comunque”, registriamo dal nostro osservatorio, ha abbassato la soglia di attenzione di fasce di studenti, quelli più fragili degli istituti tecnici o professionali. Si è creato un “rischio abbandono”».

REALTA’ EDUCATIVE

Il Comune conta su una serie di educatori, anche di cooperative sociali, da tempo fermi. «C’è un problema economico – ha rilevato l’assessore - per queste realtà. I tavoli di confronto con loro sono stati positivi. Abbiamo convertito il loro impegno prima in attività a distanza e ora a domicilio. Li abbiamo coinvolti soprattutto per gli studenti più a rischio». Il Comune segue 240 ragazzi con disabilità. Inizialmente a distanza, poi si è andati a domicilio. «Sarebbe importante chiudere l’anno scolastico con un incontro fisico. È importante per chiudere un ciclo. L’uscita dalle elementari, l’uscita dalle medie soprattutto: i più piccoli hanno subito un trauma, un distaccamento. Non vedono da febbraio i docenti, gli amici, la scuola. Sarebbe importante, ma non si può fare».

CENTRI ESTIVI

L’8 giugno ripartiranno i centri estivi, vera manna dal cielo per le famiglie. «Comunicheremo chi riaprirà subito. Le società che li gestiscono presenteranno una auto dichiarazione. Il Comune verificherà il rispetto delle condizioni di sicurezza sanitaria»­. Ma sono tante centri estivi-3le novità che li riguardano e che ne compromettono la loro continuazione. «Se prima i disabili potevano essere coinvolti nei gruppi dei centri estivi senza particolare figure di supporto, con le nuove disposizioni occorre avere un operatore dedicato a loro. Chiaramente così esplodono i costi». Cambia anche il rapporto educatore-bambino. «Quest’anno si riduce a un educatore ogni 7 utenti. Così i gestori si vedono i costi triplicati. I gestori non sono enti di beneficenza, devono poter stare in piedi, perciò è probabile che anche le rette siano triplicate rispetto al 2019».

Anche il servizio mensa deve essere riorganizzato, in base alle norme. «Devono essere distribuite delle mini porzioni già impiattate. E ovviamente c’è tutto il discorso della sanificazione da tenere in considerazione. Per questo molti gestori stanno valutando cosa fare, se aprire o no, perché non sono certi di garantire tutti questi servizi». Se prima un educatore teneva 21 bambini, oggi ne può curare solo 7. «Quindi la disponibilità di posti sarà limitata e non sappiamo se siano pronti così tanti educatori formati. Inoltre, ci aspettiamo ovviamente più domande delle famiglie rispetto agli anni scorsi, perché tanti devono tornare a lavorare, altri hanno consumato già le ferie».  

L’INTERVENTO ECONOMICO DEL COMUNE

Sono due i bandi del Comune di Piacenza che coinvolgono i centri estivi. Il bando “Estate per tutti”, va a sostenere quei centri che possono ricevere i bambini segnalati dai servizi sociali e i disabili. «Questo bando verrà riaperto, ma ci ha già dato una graduatoria», ha segnalato Papamarenghi.

Un secondo bando - “Conciliazione vita e lavoro” - è per i genitori lavoratori (o per l’unico genitore). «Sono due bandi presentati due mesi fa – commenta l’assessore - quando ancora non sapevamo le linee guida e le disposizioni di oggi. Infatti all’epoca la previsione della nostra spesa era di 84 euro a settimana di integrazione a bambino. Ora si parla di rette da 270 euro a settimana, dopo quanto deciso dai protocolli. Così la differenza di 190 euro a settimana da coprire è pesante».

Ma Papamarenghi e il suo staff hanno pescato risorse aggiuntive facendo economia all’interno del proprio assessorato. D’altronde alcuni servizi non si sono svolti in questi ultimi tre mesi e qualche risparmio c’è. Sono stati ricavati 410mila euro dalle mense e dal trasporto scolastico (dalla prima voce 390mila). Così il budget per i due bandi è stato rivisto. “Estate per tutti” riceverà 240 mila euro di budget (160mila in più di quanto deciso due mesi fa). “Conciliazione vita e lavoro” 390mila euro (250mila in più). «Così rispondiamo al problema», è il commento di Papamarenghi, che ha spiegato quindi la ripartizione di questi nuovi 410mila euro trovati nel bilancio. «L’anno scorso spendemmo 110mila per i centri estivi. Quest’anno metteremo almeno il triplo».

Però tanti centri non partecipano a questi bandi. Così i genitori si trovano costretti a pagare l’intera retta. «Con un budget ancora da definire – ha spiegato l’assessore - vorremmo creare un nuovo fondo a pioggia per tutti quei centri non coinvolti da questi due bandi. Stiamo facendo un censimento degli altri centri, dei bambini che ci andavano, per capire come fare. Guardiamo ai risparmi del bilancio, a tutte le voci. E poi vedremo se ci sarà spazio tra i 6,3 milioni del Governo».

Il servizio Cultura del Comune creerà anche pacchetti a costo zero per sostituire le gite dei Grest. Si può andare a Palazzo Farnese e altri luoghi di Piacenza, con costi simbolici. «Molti centri si appoggiavano a edifici scolastici per alcune loro attività. In questa fase erano in dubbio, perché l’accesso non è consentito. Il Comune ha parlato con i dirigenti scolastici: essendo questi edifici di nostra proprietà, ci prenderemo noi la responsabilità, sollevando di incombenze i dirigenti scolastici, per avere gli spazi necessari». 

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