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"Il coraggio è delle donne": il cammino di un anno con lo sguardo al futuro

Il punto della situazione un anno dopo il successo della mostra dedicata al mondo femminile: «Le cose positive vanno tirate fuori e valorizzate, ma c'è anche tristezza nel cuore per tutto quello che ancora non cambia»

«Sarà questo 8 marzo 2020  diverso: tutti gli eventi pubblici dedicati alla Giornata della donna verranno infatti annullati nel rispetto delle decisioni prese per fare fronte comune contro la diffusione del coronavirus. È l'occasione per fare il punto, tutte e tutti insieme, seppure a distanza. Era il 9 marzo 2019 quando fu inaugurata la mostra fotografica itinerante “Il coraggio è delle donne”, nel capannone intitolato a “Rita Atria” a Ponte Trebbia di Calendasco. Un luogo simbolico, ma anche molto reale, frutto di un processo di riqualificazione che ha mosso giovani, apprendisti muratori, amministratori pubblici, l’associazione Libera ed è sembrato il luogo ideale dove affermare un valore, senza enfasi, ma con determinazione». Inizia così il comunicato inviato da Laura Bocciarelli, vicepresidente CSV Emilia Odv.

«Ma facciamo un passo indietro: dietro la mostra c’è un’idea nata da Giovanna Palladini e dal suo modo di pensare, un modo concreto e sognatore al tempo stesso. Aveva contattato e convinto un gruppo di donne, a farsi fotografare per testimoniare il loro coraggio e lanciare un messaggio positivo a tutte le donne attraverso le loro storie. Ciascuna, a modo suo, si è sentita un po’ a disagio a rappresentare il coraggio: siamo persone che lavorano, che semplicemente fanno la propria parte nel mondo. Forse nel gruppo qualcuna spicca per l’originalità delle sue scelte, ma in generale siamo persone normali, impegnate a vivere fino in fondo la propria responsabilità di cittadine di questo tempo, là dove la vita le ha portate».

«Sta di fatto che grazie al garbo di una fotografa come Serena Groppelli tutte ci siamo sottoposte alla foto. Serena è venuta a ritrarci nel nostro ambiente di vita e di lavoro, convincendoci che lo sforzo di farci fotografare valeva bene il messaggio dell’iniziativa: dire, attraverso noi, di tutte le donne che lavorano, curano, costruiscono, lottano, credono, si impegnano, affrontano, pensano, gioiscono, soffrono. Siamo noi, ma dietro di noi ci sono tante altre donne, giovani, adulte, anziane. Con umiltà le abbiamo volute rappresentare. Antonella Lenti ha aggiunto alle foto brevi didascalie per sintetizzare il messaggio delle donne in mostra. Il senso dell’iniziativa è stato colto oltre ogni aspettativa: la mostra ha iniziato a girare per la provincia e ad arricchirsi di nuove storie e nuove foto. Quando una cosa funziona lo capisci dalla vitalità che non si spegne, dalla sua forza generativa», continua.

«Ed è passato un anno: siamo giunti a un nuovo 8 marzo. In questi mesi abbiamo visto accadere cose nuove, ma abbiamo visto ripetersi ancora, per l’ennesima volta, tante cose vecchie, brutte, insopportabili, incomprensibili. Pensiamo a un lungo elenco di episodi, alcuni dei quali davvero tragici, segnati dalla violenza, anche qui, vicino a noi, nella nostra provincia. Rimaniamo in silenzio, attonite davanti alla violenza che lacera le relazioni e uccide, alla difficoltà di accettare la libertà dei sentimenti, alla incapacità di nominare questi fatti con parole appropriate. Per questo a un anno dalla prima mostra scriviamo questa lettera, con un po’ di soddisfazione, perché le cose positive vanno tirate fuori, vanno valorizzate, ma anche con la tristezza nel cuore per tutto quello che ancora non cambia».

«Siamo consapevoli che c’è ancora tanta strada da fare, tante storie da raccontare, mille modi per dire ancora che è insensata la discriminazione, è inconcepibile il rapporto violento, non si possono più ascoltare parole sessiste, né ancorarsi a stereotipi di genere. Un gruppo di studenti al termine di un percorso critico sulla differenza di genere ha chiesto di andare avanti e di lavorare su una parola chiave: Rispetto. E’ un compito a cui non possiamo sottrarci. Il nostro coraggio guarda avanti e diventa un appello: abbiamo bisogno di rispetto, nelle case, nella scuola, nel lavoro, nella chiesa, nella cultura, nella comunicazione, nel carcere, nelle associazioni, nello spettacolo, nel banale giorno per giorno in cui si snoda la storia di ciascuno e ciascuna di noi. Facciamo rete su questo, anche attraverso la stampa. Facciamo cultura. Adesso. Noi ci siamo!».

Laura Bocciarelli vicepresidente Centro Servizi Volontariato Emilia

Giovanna Palladini ideatrice e curatrice mostra "Il Coraggio è delle donne"

Serena Groppelli Fotografa 

Antonella Lenti giornalista e blogger

Rita Nigrelli Editore Radio sound Piacenza24

Donatella Scardi presidente Centro antiviolenza Piacenza - Associazione La città delle donne

Itala Orlando Direttrice Associazione "La Ricerca"

Maria Angela Spezia Imprenditrice

Loredana Zoni Direttrice Centro Servizi alle Imprese

Paola Rossi presidente Consiglio di zona Coop Alleanza 3.0

Antonella Liotti referente Libera Associazioni, nomi e numeri contro le mafie

Claudia Ferrari musicologa freelance e Sindaco di Sarmato

Elena Marsiglia presidente Cooperativa di comunità Isola dei Tre Ponti di Isola Serafini

Angela Magnani Referente cucina regionale Protezione Civile Associazione Nazionale Alpini (ANA)

Alessandra Salento Insegnante

Silvia Lupi Imprenditrice agricola

Adele Boncordo Vice Presidente Associazione Nuovi Viaggiatori

Anna Leonida Socio fondatore Associazione Nuovi Viaggiatori

Gloria Sali Direttrice circolo sportivo

Claudia Razza medico


 

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