Il Coronavirus non cancella il pensiero alla Madonnina degli amici di Grondone

Annullato l’incontro di maggio, si guarda alla fiaccolata di agosto

Basta una piccola goccia di veleno, definita genericamente virus, per infestare il mondo rivoluzionando le tradizioni, i rapporti umani, gli scambi commerciali, i tempi e i progetti didattici della scuola e persino le regole del galateo. Al terrore per il contagio del coronavirus, arrivato  inaspettatamente, si aggiungono cambiamenti radicali di progetti pensati a lungo termine per rispondere a scadenze inserite nei calendari come feste annuali.

Anche a Grondone, un piccolo paese dell'Alta Valnure, ogni anno si viveva l'esperienza umana e religiosa di due feste: - l'incontro con tanti amici davanti alla cappellina della Madonnina degli amici sul sagrato della chiesa, la seconda domenica di maggio - la fiaccolata dall'antico oratorio di San Rocco  alla chiesa parrocchiale in una sera d'agosto.

Il coronavirus ha ormai cancellato la festa della seconda domenica di maggio, e forse anche la fiaccolata d'agosto, anche se conservo qualche timido spiraglio di speranza. Due avvenimenti legati  a una mia storia personale 17 anni fa quando le conseguenze di un brutto incidente stradale si sono risolte in una guarigione che mi donava autonomia anche se con l'aiuto delle stampelle. La sofferenza fisica agisce inevitabilmente sulle reazioni umane che, all'inizio della malattia, cercano di armonizzare i dubbi con la speranza.

Pensieri di speranza che alimentavano il desiderio di tornare sulla mia montagna per offrire una testimonianza di ringraziamento alla Madonna e ai tanti amici che, nella lunga degenza di tre mesi in tre ospedali diversi, non mi hanno lasciata sola nemmeno un giorno. Si è realizzato così il progetto per la costruzione della cappellina dedicata alla Madonna degli amici. Una cappellina intonata all'ambiente da Giorgio, un mio alunno che, fin dai lontani tempi della scuola elementare, dimostrava la capacità di trasferire nelle costruzioni scelte artistiche in armonia con la natura circostante. Una cappellina semplice costruita coi sassi della montagna, quelli che cambiano colore con il clima delle stagioni. Una statuetta della Madonna altrettanto semplice che ascolta le sofferenze confidate in preghiera per cambiarle in serenità e coraggio.  

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L'invito personale, inviato ogni anno, non solo ha  allargato la rete dell'amicizia,  ma offerto anche  l'occasione di esperienze che incidono sul bisogno di non sentirsi  soli nel cammino della vita. “Non si è mai soli, se qualcuno, vicino o lontano ci pensa e ci vuol bene.”

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