Il fondo per il microcredito entra nel vivo: pronti i prestiti per famiglie e imprese

L'iniziativa di Comune di Piacenza, Diocesi-Caritas, Fondazione e Credit Agricole: 450mila euro a disposizione. Prestiti fino a 7500 euro per le famiglie e 15mila euro per le imprese

Entra nel vivo il protocollo “Insieme Piacenza” – partito con una dotazione di un milione e 700mila euro - voluto da Comune di Piacenza, Diocesi (tramite il suo braccio operativo, la Caritas), Fondazione e Credit Agricole. Dopo aver gestito le emergenze della fase iniziale della pandemia (sostentamento, problemi abitativi) ora il progetto affronta la seconda fase, quella del microcredito (400mila euro per la città e 100mila per la provincia). In seguito si penserà a intervenire nel terzo settore: il sostegno alle start up.

«Cinque mesi fa, a luglio, sottoscrivemmo un protocollo -  ha ricordato il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri - impegnativo per una comunità che portava avanti una progettualità per le realtà in difficoltà a causa della pandemia. Dopo aver gestito la prima fase dell’emergenza, è ora molto atteso il microcredito per le famiglie e le imprese, per dare un sostegno finanziario. Sappiamo bene che avremo a che fare con questa situazione ancora per mesi. Il microcredito non vuole dare aiuti a pioggia, ma azioni mirate e concrete». Il Comune di Piacenza per il microcredito aveva messo a disposizione 400mila euro del complessivo milione (più 200mila euro per azioni emergenziali e altri 400mila per start up). «I soldi messi dal Comune capoluogo andranno a beneficio delle famiglie e delle imprese residenti in città. Mentre il progetto nel suo insieme ha una valenza provinciale».

«Il nostro vescovo – ha preso la parola il vicario della Diocesi mons. Luigi Chiesa - è arrivato da un mese e ha dimostrato sensibilità per questi temi e per oggi ha lasciato un messaggio. Serve impegno per un’alleanza con tutti, non ci si salva da soli. Con il progetto del microcredito si accompagnano le persone in una prospettiva di miglioramento. La mia speranza è che queste attività e famiglie riprenderanno il cammino. Il Signore ci liberi dalla retorica che libera il cuore, ma anche dall’indifferenza. Servono percorsi di prossimità e questa è una bella testimonianza».

Insieme Piacenza-3

TOSCANI: «AVREI PREFERITO UN TAVOLO PIU’ LUNGO…»

«Le collettività – ha aggiunto il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani - si reggono sulla solidarietà e non c’è una comunità senza solidarietà. Ho il dispiacere che il tavolo sia corto, sarebbe stato bello allungarlo con altri sottoscrittori. Altri soggetti non dovrebbero essere indifferenti. Andare per conto proprio non va bene, mi auguro che al prossimo incontro il tavolo sia più lungo». «L’inverno deve ancora venire, la primavera non sarà semplice. Dobbiamo affilare le armi. La Fondazione delibererà a breve un aumento di 100mila euro al fondo per affrontare la primavera».

Davide Goldoni, direttore regionale Credit Agricole, ha ricordato l’impegno del suo istituto di credito nell’affrontare l’emergenza a livello nazionale, tra sospensioni di mutui e moratorie alle imprese.

IL PROGETTO DEL MICROCREDITO

Il microcredito avrà un fondo da 450mila euro. “Permicro” , l’istituto accreditato per queste operazioni, eroga il prestito. L’Isee familiare massimo per accedere è di 28mila euro annui, mentre il reddito non deve superare i 600 euro al mese. «Non è un aiuto a pioggia – ha detto il direttore della Caritas Mario Idda - il prestito va onorato. È un accompagnamento: l’importo minimo del prestito è 3mila euro, quello massimo 7500, la durata del prestito è di tre anni».

Le piccole imprese che possono accedere devono avere ricavi non superiori a 100mila euro annui. L’importo minimo del prestito è 5mila, quello massimo 15mila. Sempre tre anni la durata.

Come si fa ad accedere? Attraverso la Caritas diocesana (0523-325945, martedì e giovedì dalle 9 alle 12). O l’Informasociale del Comune di Piacenza (0523-492731). «Si valuta poi la fattibilità dell’operazione, se è il caso di sostenere la famiglia o l’impresa. C’è un tutor nominato dal gruppo tecnico del progetto che segue la famiglia o l’impresa durante il percorso».

«I bisogni sono tanti – riflette Idda -, lo vediamo ogni giorno. Serve l’aiuto di tutti. Questa è un’idea di comunità solidale, fraterna e generativa. Se diciamo lo slogan nessuno si salva da solo, occorre concretizzarlo tutti insieme. Il progetto non è mica terminato qui. Dopo l’avvio del microcredito lavoreremo al fondo di sviluppo per le start up».

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