Il Polo Mantenimento Pesante Nord e l'impegno nei decenni per i monumenti e l'arte piacentina

L'apporto dell’Arsenale Esercito alla conservazione dell’arte monumentale della città. Alla struttura nel 2011 la cittadinanza onoraria di Piacenza

Il nostro focus sui contenuti dell’esposizione museale allestita all’interno del “Polo mantenimento Nord di Piacenza” illustra, in questa quarta puntata, quanto la struttura militare sia intrecciata anche culturalmente con la storia della città. L’ex Arsenale, grazie alle capacità professionali dei suoi tecnici e degli operai, dal dopoguerra è stato chiamato in numerose occasioni al recupero e al restauro di opere d’arte e di monumenti, segno concreto delle abilità degli operatori e dell’avanzata qualità delle attrezzature disponibili nelle officine di viale Malta. “L’Arsenale”, d’intesa con la Sovraintendenza alle Belle Arti ha, infatti, realizzato ripetuti importanti lavori di recupero e restauro a Cavalli Mochi-2opere d’arte e monumenti piacentini (e di altre città). Questo un elenco probabilmente non esaustivo degli interventi compiuti:

Nel 1945 le maestranze hanno collaborato al restauro e alla ricollocazione dal deposito di Rivalta, dove erano stati trasportati per proteggerli dagli eventi bellici, dei due gruppi equestri di Alessandro e Ranuccio Farnese di piazza dei Cavalli. Per altre due volte, nel 1984 e nel 1995 cavalli e cavalieri sono stati smontati, trasportati nelle officine e – dopo l’intervento di imprese specializzate – riposizionati all’ombra del Gotico sui basamenti risanati dai tecnici dello stabilimento militare.

Nel 1962 la statua in bronzo dell’Angil dal Dom, posta sulla guglia del Duomo di Piacenza, è stata restaurata all’ex Arsenale e due anni dopo ricollocata sulla torre campanaria della Cattedrale, con migliaia di persone ad assistere alle operazioni. 

E’ seguito, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, il restauro della splendida cancellata dello scalone d’onore di Palazzo Farnese.

Nel 1981 “l’Arsenale Esercito” ha progettato e allestito le cerchiatura con cravatte in acciaio, e successivo consolidamento di una colonna portante della Chiesa di San Francesco in evidente stato di collassamento e risanata la cancellata in ferro battuto dei Chiostri.1-8

Si deve ai militari di viale Malta anche la struttura provvisoria che nel 1983 ha imbragato le otto colonne poste alla base della torre della basilica di Sant’Antonino serrandole entro una fasciatura costituita da putrelle verticali legate da una serie di cerchiature orizzontali, rimasta in opera per alcuni anni, sino a quando non si è potuto completare il consolidamento dell’intero edificio.

E’ del 1985 il ripristino delle polifore e dei rosoni del Palazzo Gotico di Piacenza con restauro dei telai in ferro e sostituzione e piombatura dei vetri colorati forniti dai vetrai di Murano.

Tra il 1986 e il 1987 sono seguiti i restauri: della statua della Madonna di Piazza Duomo -  della cancellata della Chiesa di S. Eufemia - smontaggio e rimontaggio, prima in Piazza Cavalli e poi nel sito originale, della testata in ferro e ghisa del ponte ferroviario sul Po a Cavalli Mochi-2Piacenza in occasione della mostra “Gotico, Supergotico e Ipergotico”.

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Nel 1988 sono stati restaurati la cancellata dell’ex Ospedale Militare a Piacenza e il monumento ai Caduti a San Giorgio Piacentino. Altre interventi attuati sui simboli della città: tra il 1989 e il 1997 il restauro e della bussola della Chiesa Collegiata di Santa Teresa a Piacenza; il restauro della statua di bronzo della “Batüsa” soggetta ad atti vandalici e del monumento a Garibaldi; il rifacimento della cancellata dei Giardini Margherita; interventi sul Portale della Chiesa di Santa Maria in Campagna con rifacimento di alcune parti lignee e del rivestimento in rame e risanamento dei motivi ornamentali.

 

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