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Devoti accolto all'Universitò agroecologica di Zytomir

Devoti accolto all'Universitò agroecologica di Zytomir

Il racconto di Carlo Devoti dopo 8mila chilometri sulle strade dell’Est Europa

Il resoconto dalle città russe, laddove dove si progettano alcune missioni spaziali

Carlo Devoti, direttore del Festival Internazionale dei Giovani da inizio ottobre sta compiendo un lungo viaggio nei paesi dell’Est Europa da dove ci ha inviato le interessanti testimonianze pubblicate nei giorni scorsi. Dal giorno della partenza avvenuta a inizio ottobre ha già macinato 8 mila chilometri a bordo dell’auto Volvo XC 90, suo mezzo di trasporto esclusivo perché «solo viaggiando in automobile si possono fare ed approfondire continue esperienze», come questa che ci racconta:


Non avrei mai pensato di poter accomunare, in questo lungo viaggio che sto facendo fra i Paesi dell’Europa dell’Est per rinsaldare i vincoli con il Festival Internazionale dei Giovani, due fra le più importanti città del mondo che hanno contribuito alle ricerche nello spazio. La prima è la città ucraina di Zytomyr; la seconda quella russa di Krasnoznamensk; da queste due città sin dal 2006 provengono gruppi di giovani artisti che eccellono nell’arte del canto, della danza, della musica, della pittura. Zytomyr ha dato i natali a Sergey Korilov, l’ingegnere che ha progettato la prima navicella spaziale Sputnik - sulla quale Yuri Gagarin inaugurò l’ingresso dell’uomo nello spazio.
Grazie all’amico Micail Guzun e ad una guida-interprete molto motivata e preparata, ho potuto visitare e conoscere da dentro la storia dei primi cosmonauti della ex USSR, illustrata nei minimi particolari nel museo dedicato a Korilov, lo scienziato deportato in Siberia su ordine di Stalin e da lì poi liberato da scienziati suoi amici che lo trovarono sfinito in uno dei tanti lager; si impegnarono nella liberazione perché erano consapevoli che le sue conoscenze scientifiche erano superiore alle loro.


Stupito ed ammirato per ciò che avevo visto, il giorno successivo ho ripreso il viaggio verso la Russia e raggiungo la “Città dello Spazio”: i Krasnoznamensk (Bandiera Rossa). Si tratta di una centro chiuso e inaccessibile perché non solo militare ma depositario dei segreti dello spazio. Il mio ingresso è stato facilitato dalle garanzie prestate da genitori dei giovani venuti in Italia, molti dei quali sono importanti militari che lavorano in quella città. Mi ha accompagnato la maestra Svetlana Kravcenko che opera nella scuola di danza che, insieme alle Scuole d’Arte, di Musica e di Cultura, rappresentano i luoghi dedicati alla promozione e preservazione della cultura russa. Nel corso di queste visite non ho potuto fare a meno di paragonare le notevoli opportunità culturali offerte in questi luoghi dell’Est Europa con quelle della nostra scuola dove la parola cultura è sempre più penalizzata.


Dopo uno stupendo concerto dedicato al Festival Internazionale dei Giovani che stavo rappresentando e dopo aver salutato con reciproca simpatia i giovani conosciuti in Italia, sono stato guidato alla visita dei luoghi simbolo dove primeggia la figura di Gherman Titov, altro importante cosmonauta nato e cresciuto proprio in questa città.

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