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«Il rilancio della Ricci Oddi è una priorità: giusto utilizzare palazzo ex Enel»

L'opinione di Federico Scarpa sul futuro della galleria d'arte moderna "Ricci Oddi" di Piacenza

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Federico Scarpa in ambito culturale

«Come piacentino mi fa sempre molto piacere leggere che il Tondo di Botticelli è a Tokio, e ora l’Ecce Homo a Milano.  Mi fa molto male non poter esportare come ambasciatori e ambasciatrici anche il Fegato etrusco, o la Tabula Alimentaria  o il Guttum che sono alcuni biglietti da visita di Piacenza.  I piani corretti di un lavoro profondo di cultura-arte-turismo piacentino sono due soltanto, visto che partiamo quasi da zero. Giustamente, come spesso ha già scritto à da anni, il nostro concittadino Giampietro Comolli, sul trinomio inscindibile del nostro turismo: gastronomia-territorio-cultura le strade sono quella di fare grandiosi eventi attrattivi in città come il Guercino, il Pordenone, il museo della Cattedrale con annessi-connessi forti eventi gustosi del territorio e l’implementazione di spazi espositivi mirati oppure quella di avere biglietti da visita esclusivi da presentare in alte città ma con annessi-connessi conformi. 

Bisogna lavorarci, molto bene, e non c'è alcun bisogno, a nostro parere, di affidarsi a "stranieri" catapultati sul territorio, ancorché dotati di grande paracadute Federico Scarpa-7economico personale.  Sembra che – e ci fa piacere, anche perché avevamo già lanciata l’idea – l'idea di un polo Ricci Oddi potenziato, potente, aperto a nuove partecipazioni, per creare un “genius loci” piacentino dell’arte moderna, e sia un primo grande progetto.

Plaudiamo quindi all'iniziativa di Levoni che rilancia l'accordo Comune - Fondazione per il rilancio e il recupero delle opere attualmente non esibite dalla Ricci Oddi. Ed è corretta la richiesta di sollecitare il rappresentante del Comune in seno alla Ricci Oddi affinché proponga questo accordo. Ricordando che le dichiarazioni di Paolo Dosi circa il mancato finanziamento alla Ricci Oddi non ci trovano assolutamente concordi, in quanto il rilancio di una struttura come la Galleria doveva essere prioritaria allora come continua ad esserlo oggi.

Una donazione come quella del nobiluomo Ricci Oddi deve essere considerata patrimonio dell'intera città e non solo di un "partito". L’utilizzo degli spazi della sede dell’ex Enel va offerto anche alle qualificate collezioni private presenti nel piacentino. Non dimenticando il ruolo che deve avere Piacenza Expo quale coordinatore di tutte le iniziative turistiche espresse dalle strutture pubbliche nel territorio.  Sarebbe ora che si discutesse e si prendessero le opportune iniziative atte a garantire a Piacenza Expo gli strumenti necessari per il raggiungimento di tale obbiettivo. Per questo, come Centro Studi Piacenza, appoggiamo l’iniziativa e la riproposizione del vecchio progetto in una forma più integrata possibile con la città e con altre innovazioni che riguardano il centro storico, il commercio, la viabilità, l’ambiente, il verde».

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