“Il vento dura tre giorni”, nel libro di Maurizio Caldini uno spaccato di vita dell’alta val d’Aveto piacentina

L'autore piacentino, che da sempre pone in risalto le sue origini montanare, racconta momenti di vita casalinga, religiosa e rurale nelle terre della alta val d’Aveto negli anni Cinquanta del secolo scorso

Un momento della presentazione

Il Circolo Anspi Santa Giustina di Curletti, piccola frazione della val d’Aveto, in comune di Ferriere, ha ospitato nella sua sede (ex- scuola comunale), l’interessante presentazione del  libro “Il vento dura tre giorni” di Maurizio Caldini - pagine 100 edito da Youcanprint - autore piacentino che da sempre pone in risalto le sue origini montanare (entrambi i genitori sono nativi di Cattaragna,  proprio vicino alla frazione di Curletti). Le pagine di questo romanzo offrono la conoscenza di uno spaccato della vita casalinga, religiosa e rurale nelle terre della alta val d’Aveto negli anni Cinquanta del secolo scorso.  Caldini, così come in precedenti esperienze letterarie in ambito poetico: le pluripremiate raccolte di poesie “Aggrappato alle tue labbra senza rete” e“Maestro di China”, con il suo linguaggio suggestivo rimanda ai cinque sensi umani, dai profumi delle violette di montagna, all’incenso delle celebrazioni sacre, dal calore della stufa a legna che scotta le dita, al sapore delle patate abbrustolite, alle minuziose descrizioni visive.

Di rilievo nella biografia dell’autore l’esperienza in ambito teatrale, sia come attore che come autore e, da un decennio a questa parte, anche come coordinatore di un originale laboratorio presso il Liceo San Benedetto di Piacenza, che ha lo scopo di avvicinare i giovani alla recitazione e alla consapevolezza di sé. Questa vicinanza al mondo del palcoscenico si percepisce nell’abilità stilistica, nei dialoghi e nel raffinato modo di scandagliare i sentimenti di Nina, la giovane protagonista del libro.

Nella presentazione dell’opera, Beatrice Rebecchi referente del Circolo di Curletti, ha evidenziato che seppur il racconto sia frutto di fantasia, Caldini attraverso i suoi personaggi e le ambientazioni ben dettagliate, con rimandi allo stile di Hemingway e Carlo Cassola, riesce a rappresentare efficacemente la quotidianità delle famiglie sopravvissute alla seconda Guerra Mondiale in quei paesini isolati, alle prese con crisi economiche che spingevano all’emigrazione verso le Americhe. La prosa è resa ancora più incisiva, quasi Neorealistica, dall’uso del dialetto: le frequenti citazioni popolari richiamano le sonorità cadenzate dei vernacoli Liguri e Appenninici ai più quasi incomprensibili, e proprio perciò unici e identificativi del territorio.

La serata letteraria è stata accompagnata dalla proiezione di emozionanti immagini scelte dall’autore: dai panorami della Valdaveto, alle superfici ruvide di vecchie case in pietra, castagneti, zoccoli in legno, valigie di cartone, oggetti della vita quotidiana descritti con dovizia di particolari nelle pagine del libro e particolarmente gradite al pubblico.

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“Il vento dura tre giorni” è stato pubblicato a puntate sul periodico  trimestrale “Montagna Nostra” diretto da Paolo Labati; ed ora reperibile presso l’edicola Calamari di Ferriere e on line sul sito: https://sites.google.com/site/mauriziocaldini/

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