Giovedì, 23 Settembre 2021
Attualità Caorso / Via Rotta

«Importante villa romana nel terreno dell'area logistica, progetto da ridimensionare»

Stop della Soprintendenza ai lavori nel terreno di via Rotta a Caorso dove dovrebbero sorgere due nuovi capannoni: «Ridimensionare il polo logistico risparmiando la zona interessata dalle evidenze archeologiche». Il Comune: «Noi attenti a far rispettare le prescrizioni»

Alcuni scavi nell'area logistica

Resti «“villa produttiva romana” di ampie dimensioni» si troverebbero nei terreni di via Rotta a Caorso, dove dovrebbero sorgere due capannoni da 28mila metri quadri l’uno, e dove da metà luglio sono in corso i sondaggi atti proprio a rilevare, come da norma di Legge, se nel sottosuolo siano presenti reperti di rilevanza archeologica. Lo fa sapere la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio di Parma e Piacenza che nei giorni scorsi ha inviato una lettera al Comune, comunicando i primi esiti dei rilievi.

Reperti polo logistico caorso-2A luglio i primi scavi avevano portato alla luce resti di mattoni, probabilmente mura romane risalenti al secondo secolo dopo Cristo. Nel terreno che costeggia via Rotta, «un tempo qui passava la via Postumia che da Genova attraversava la Pianura Padana, passando quindi per Piacenza, per arrivare fino in Friuli-Venezia Giulia» - avevano spiegato a ilPiacenza i referenti del comitato sorto contro l’ampliamento dell’area logistica. Nell’area del deposito est, si legge nella lettera della Soprintendenza, «le verifiche hanno evidenziato una situazione di criticità archeologica elevata nel settore orientale, rilevando una presenza significativa di strutture romane e un deposito archeologico-stratigrafico sostanzialmente integro».

Sembrerebbe dunque compromessa la realizzazione totale dei due capannoni sul terreno individuato dall’Amministrazione in quanto «uno scavo archeologico e stratigrafico estensivo che dovrà essere effettuato, potrebbe condurre alll’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale del complesso edilizio romano, pregiudicando di conseguenza la realizzabilità del polo logistico». Nei giorni scorsi si sono tenuti incontri tra Comune, Soprintendenza e il progettista incaricato, architetto Alessandro Maestri: «La prospettiva delineatasi è quella di procedere a un eventuale ridimensionamento del polo logistico che risparmi la zona interessata dalle evidenze archeologiche, al fine di verificare con assoluta certezza la fattibilità dell’opera nel settore occidentale, meno critico sotto il profilo archeologico». Nella parte ovest del terreno interessato dal progetto, infatti, «solo nella zona meridionale del lotto sono emerse tracce di occupazione strutturale, che tuttavia appaiono di consistenza limitata, debolmente leggibili e scarsamente conservate» e in questo caso «non si ravvisano elementi ostativi alla fattibilità dell’opera».

«Come Comune – spiega il sindaco Roberta Battaglia - tramite i nostri tecnici e l'architetto Amici del Suap che staRoberta Battaglia-3 gestendo le conferenze di servizio, controlleremo che tutto avvenga con regolarità e seguendo ogni prescrizione in piena trasparenza e rispetto dei reperti ritrovati. Al di là delle illazioni fatte abbiamo sempre operato in modo chiaro e trasparente, seguendo le normative e continueremo a farlo, nonostante i falsi messaggi che qualcuno diffonde. Vedremo come verrà modificato il progetto in pieno rispetto dei ritrovamenti e alla fine della procedura renderemo note le modifiche in piena trasparenza ed in linea con tutte le prescrizioni nella parte interessata dai reperti ritrovati».

In tanto la Soprintendenza proseguirà ad «approfondire le ricerche lungo il perimetro ovest della villa romana, in modo da poter verificarne i limiti ed escludere la presenza di altre strutture più a ovest, consentendo così alla Committenza di conoscere con precisione i limiti dell’area in cui potrà essere costruito il nuovo polo logistico, senza interferenze archeologiche, e di riprogettare l’edificio di conseguenza».

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