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In ricordo di Gianni Levoni, il restauro dello stemma di Piacenza esposto in aula consiliare

«Ricordare la figura di Gianni Levoni a 25 anni dalla sua scomparsa rappresenta quasi un dovere, perché è stato espressione di una piacentinità autentica, oggi purtroppo in via di estinzione»

«Ricordare la figura di Gianni Levoni a 25 anni dalla sua scomparsa rappresenta quasi un dovere, perché è stato espressione di una piacentinità autentica, oggi purtroppo in via di estinzione». Nella mattinata di lunedì 23 dicembre alla presenza del sindaco Patrizia Barbieri e dell’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, il consigliere comunale Antonio Levoni ha illustrato  – insieme ai fratelli Massimo e Luca, alle figlie Valentina e Rossella – la scelta della famiglia di restaurare il dipinto che raffigura lo stemma di Piacenza, esposto nella stessa sala del Consiglio, in memoria dell’ex assessore e consigliere comunale Gianni Levoni.

Nell’occasione, Marilena Massarini ha intonato i brani più noti della tradizione dialettale piacentina, di cui Gianni Levoni è l’autore, tra cui l’iconico “T’al dig in piasintein”. «Questa è un’occasione importante, che prende ancora più valore: il regalo del restauro di quello che è lo stemma di Piacenza, per di più nel luogo sede del consiglio comunale, assume un significato ancora più profondo» ha esordito l’assessore Papamarenghi. «Sono molto emozionata per il significato di questo incontro, che vuole rendere omaggio a un grande amministratore e a una grande persona, vicina alla comunità e innamorata del suo territorio» ha aggiunto il sidaco Barbieri. «Le canzoni di Gianni, di grande valore e significato, sono state le prime che mi sono state insegnate alle elementari. Ringraziamo tutta la famiglia Levoni per la generosità».

«Abbiamo pensato di fare una cosa significativa, e ringrazio il sindaco per la sensibilità che ha dimostrato. Questo stemma, simbolo di Piacenza, è qui da tanti anni e forse ormai nessuno ci fa neanche più caso o lo nota come invece sarebbe giusto» ha continuato il consigliere Antonio Levoni. «E' ora che torni all'antico splendore, e penso sia il modo migliore per onorare la memoria e la piacentinità di mio padre». «Gianni era una persona di cuore, onesta e generosissima: a lui devo la mia crescita personale e musicale. Gli sono molto grata in quanto ha creduto in me quando ero una ragazzina e mi ha dato la possibilità di incidere tutte le sue canzoni; con lui ho trovato la mia dimensione e ho capito che era bello mantenere le tradizioni», ha concluso Marilena Massarini.

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