La posa della prima pietra / Ospedale / Via Campagna

In Santa Maria di Campagna la presentazione del "Premio Battaglia"

Trentasei anni di ricerche su temi locali per onorare la memoria di chi ha fatto tanto per la Banca di Piacenza

“I 500 anni dalla posa della prima pietra di Santa Maria di Campagna e il ruolo della Basilica nella storia di Piacenza”: non poteva non riferirsi all’evento clou della stagione culturale di quest’anno (e di parte del 2023), promosso dalla Comunità francescana e dalla Banca di Piacenza, il tema con cui sono chiamati a cimentarsi gli studenti universitari che partecipano alla 36esima edizione del Premio Francesco Battaglia, presentata questa sera nella Sala del Duca della Basilica dal condirettore generale della Banca Pietro Coppelli, appuntamento d’apertura del ciclo di conferenze “I Giovedì della Basilica”, inserito nel ricco programma di Celebrazioni per i 5 secoli del santuario mariano tanto caro ai piacentini.

Un premio voluto per onorare la memoria di uno dei fondatori dell’Istituto di credito locale. «L'avvocato Battaglia - ha ricordato Coppelli dopo l’intervento introduttivo del presidente esecutivo Corrado Sforza Fogliani - fu tra i 50 soci che il 23 giugno del 1936 sottoscrissero le quote di capitale per far nascere una banca di territorio, dopo la perdita della Popolare Piacentina in seguito alla crisi degli anni Trenta e per incentivare gli studenti universitari all’attività di ricerca su temi economici e culturali che valorizzino il territorio». Il relatore ha quindi meglio delineato la figura di Battaglia (presente in sala la figlia, anch'ella avvocato Sara Battaglia e il professore Domenico Ferrari Cesena, componenti della Commissione giudicatrice del Premio insieme a Carlo Emanuele Manfredi): «Entrò nel primo Consiglio d’amministrazione della Banca e ne fu poi il segretario. Nel 1966 fu nominato presidente e rimase alla guida dell’Istituto per vent’anni, fino alla sua scomparsa avvenuta il 6 settembre (giorno scelto ogni anno per premiare il vincitore del concorso) del 1986. Rileggendo i verbali dei Cda da lui presieduti e le relazioni ai bilanci, ben si comprende la sua figura di uomo con una grande etica e un’onestà intellettuale non comune, sempre generoso nel dare consigli utili alla crescita della Banca, che proseguì il suo brillante cammino nel solco degli insegnamenti di Battaglia con la scelta del successore, l’avvocato Sforza Fogliani. Personaggio di spicco dell’Ordine forense piacentino, che presiedette per 12 anni, Battaglia fu anche appassionato cacciatore e vicepresidente del Piacenza calcio».

Coppelli ha poi ricostruito la storia del Premio, un bando pensato nel 1986 dal Comitato esecutivo, ratificato dal Cda e avviato nel 1987. «Un anno importante per la Banca - ha sottolineato il condirettore generale -: cadeva infatti il cinquantenario di attività, nasceva il periodico Bancaflash e veniva aperta la prima filiale fuori provincia, a Casalpusterlengo». Il tema del primo bando di concorso si riferiva allo sviluppo delle banche popolari a Piacenza nell’800 e fu vinto da Claudio Vologni, presente all’incontro insieme ad altri vincitori del Premio in anni più recenti. «Parlando con tanti ragazzi che hanno partecipato al Premio Battaglia - ha concluso Coppelli - ho avuto la conferma che rappresenta un’ottima esperienza: sia perché aiuta gli studenti a fare ricerca, che se affrontata seriamente è cosa faticosa, sia perché i giovani hanno modo di approfondire aspetti del nostro territorio poco noti o addirittura sconosciuti».

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