In Santa Teresa illustrato il restauro della grande tela attribuita a Luca Giordano

La santa raffigurata potrebbe essere Santa Caterina

Restaurata nelal chiesa di Santa Teresa la grande tela attribuita al pittore napoletano Luca Giordano (1634-1705) raffigurante Santa monaca domenicana. Alla cerimonia di presentazione sono intervenuti il parroco don Guerrino Barbattini, il direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici architetto Manuel Ferrari, la dott.ssa Anna Còccioli Mastroviti in rappresentanza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza, la dott.ssa Susanna Pighi conservatore di Kronos Museo della Cattedrale e le restauratrici Arianna Rastelli e Roberta Ferrari.

Il restauro, svolto sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ABAP rientra nel più ampio programma delle manifestazioni ideate e promosse dalla stessa Soprintendenza che, in precedenza, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, aveva organizzato anche una giornata di studi dedicata al Restauro del patrimonio culturale ecclesiastico.

La grande tela oggi collocata nella sagrestia della chiesa di Santa Teresa, di cm 305 circa x287, raffigura una santa monaca domenicana (Santa Caterina?) accolta in cielo dalla Vergine, tra angeli e cherubini. Il dipinto era difficilmente leggibile a causa della forte alterazione cromatica, e la stessa superficie pittorica presentava pesanti ridipinture E dovute a un precedente intervento di presunto restauro.

 Oggi che la tela ha riacquistato piena leggibilità, sarà possibile ragionare anche in termini di paternità del dipinto che Licia Collobi (1939) riteneva di potere assegnare al pittore bolognese Giovan Gioseffo Dal Sole (1654-1719), ma che invece più recenti acquisizioni documentarie (S. Migliorini 1998) hanno consentito di avvicinarla al catalogo del napoletano Luca Giordano, di identificare la santa domenicana in santa Caterina, e di accertarne la provenienza dalla importante collezione dell’imprenditore Pietro Ceresa, nella quale figurava già nel 1880. Il restauro - è stato detto nel corso della presentazione dei lavori - non è solo un momento fondamentale per la conservazione del bene, ma è e deve essere occasione di studio e di conoscenza del bene.

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