«In Tribunale manca il 60% del personale e la Giustizia rallenta. Ho chiesto al guardasigilli di intervenire»

Congresso nazionale forense, il presidente degli avvocati di Piacenza Mingardi: «Lo abbiamo votato e lo abbiamo detto al ministro Bonafede, che ha promesso di impegnarsi». A Piacenza situazione drastica

Il tavolo dei relatori (Graziella Mingardi seconda da destra)

La figura dell’avvocato all’interno della Costituzione, una diversa figura giuridica degli Ordini degli avvocati, sì alla monocommittenza e sì alle società tra avvocati. E’ in sintesi il bilancio del congresso nazionale forense, che si è svolto a Catania dal 4 al 6 ottobre. Nella città etnea flagellata dall’acqua e dal terremoto, c’erano anche quattro legali piacentini: il presidente Graziella Mingardi (che faceva parte dell’Ufficio di presidenza) e i consiglieri Monica Magnelli, Giovanni Giuffrida e Davide Grill (Aiga). «Tra l’altro - ha raccontato Mingardi - ho avuto modo di parlare con il guardasigilli, Alfonso Bonafede e ho chiesto di incrementare il personale amministrativo del Tribunale, il cui organico è ormai ridotto al 40% della pianta organica. Nonostante ci sia anche chi fa lo straordinario non pagato, i tempi dei procedimenti si stanno allungando e questo non è tollerabile».

Di fronte a 2.500 avvocati - i delegati erano 669 - il congresso si è svolto con l’imperativo di far accedere nella Carta il ruolo di chi tutela i diritti dei cittadini: l’avvocato. «E questo - ha sottolineato Mingardi - a tutela dell’autonomia, dell’indipendenza e della libertà degli avvocati. Noi siamo l’unico pilastro nella difesa dei cittadini».

Tra gli altri temi emersi nelle mozioni e votati in seguito, le toghe hanno posto sul tavolo la riforma del Codice di procedura civile e la figura giudica del loro Ordine. Attualmente è un Ente pubblico non economico e non statale, ma ci sono diverse Authority che vogliono intervenire sulle normative e intervenire anche sulle attribuzioni deontologiche. Un’altra mozione passata ai voti è stata quella sulla figura dell’avvocato monocommittente, cioè dell’avvocato che ha un solo cliente (o aziende o un avvocato che lavora per un altro avvocato). Le toghe hanno anche detto sì a una regolamentazione delle Società tra avvocati.

Questi punti saranno monitorati dal Ocf (Organismo congressuale forense), di cui fa parte anche il piacentino Giuffrida.

«Sono soddisfatta dei risultati - ha commentato Mingardi - . Il ministro della Giustizia ha dato garanzie che si impegnerà per far inserire la figura dell’avvocato nella Costituzione. Ho notato, poi, come l’Ordine di Piacenza (gli iscritti sono 721, ndr)  stia crescendo nell’impegno e nella considerazione a livello nazionale».

Mingardi, infine, ha rivolto lo sguardo ai principali problemi del tribunale piacentino. «La carenza di organico è drammatica - ha concluso il presidente degli avvocati - e l’amministrazione della Giustizia ne risente. Molte persone sono andate in pensione e si può dire che ci sia un 60% di posti scoperti. Per questo ho chiesto la ministro più personale amministrativo». Nonostante i tanti straordinari - alcuni anche non pagati - la giustizia penale e civile sta rallentando: e la colpa non né del personale né degli avvocati, come qualcuno sosteneva in passato.

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