Sabato, 25 Settembre 2021

La selva oscura sul muro di viale Risorgimento per «Rappresentare le emozioni dopo e durante la pandemia»

Anche i ragazzi di Assofa al lavoro con pennelli e vernici per realizzare nel centro storico di Piacenza il murale di oltre 80 metri per i 700 anni dalla morte di Dante, iniziativa promossa da Avis con la collaborazione di Diciottotrenta

Una selva oscura che attraversa viale Risorgimento per «rappresentare le emozioni dopo e durante la pandemia». In questo caso però il luogo buio narrato dalla Divina commedia è un simbolo tradotto dai ragazzi di Assofa in una natura sgargiante con fiori coloratissimi, ad indicare il superamento di un passaggio in ombra verso la luce. Un'opera di street art "corale" che sta prendendo vita in diretta e sotto gli occhi dei passanti nel centro storico cittadino, per celebrare i 700 anni dalla scomparsa di Dante. Questa mattina a dare il proprio contributo al murale lungo oltre 80 metri, situato di fronte al Campo Daturi, anche 22 ragazzi di Assofa Piacenza, che hanno proseguito con pennelli e vernici il lavoro avviato ieri dall'associazione "La Matita Parlante", sotto la supervisione dei due artisti Fabio Guarino e Antonio Catalani. 

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A coinvolgere le due realtà sociali nel progetto "Dante dui muri"  - promosso dalla sezione provinciale di Avis - l'associazione culturale Diciottotrenta. Un muro che è diventato occasione per portare avanti «un lavoro di coesione» spiega nell'intervista il referente Giulio Taroni: «In tanti hanno potuto lavorare a questa iniziativa, stare all’aria aperta, divertirsi e questo è molto importante». 

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«Hanno voluto rappresentare una selva oscura simbolica, illuminata dalla luce del sole e dell'incontro» aggiunge Lucia Bianchini, coordinatrice di Assofa Piacenza. «Un percorso che passa attraversa le relazioni e l'ambiente, dall'inferno fino al paradiso. Possono non sembrare reali - sottolinea - ma in realtà esprimono pienamente il loro bisogno oggi di rappresentare le emozioni dopo e durante la pandemia. Siamo tutti insieme in questo contesto, ognuno con la sua storia, anche importante, allora Dante, come Virgilio e come Beatrice sono sì protagonisti, ma anche gli accompagnatori che ci portano in questa storia di vita, che è la nostra storia». 

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