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Italia Nostra alla Lega: «L’ex mercato ortofrutticolo si può convertire senza demolire»

La replica del direttivo al responsabile provinciale leghista Merli: «Il mantenimento delle strutture, è possibile sia dal punto di vista architettonico sia finanziario»

«Leggiamo del "pressing della Lega" per la demolizione dell'ex Mercato Ortofrutticolo e vogliamo replicare». Così il direttivo piacentino di “Italia Nostra” commenta l’intervento della segreteria provinciale leghista in merito al futuro di quell’area. «Il referente provinciale della Lega Luigi Merli si dichiara stupito che Italia Nostra e altri chiedano di ripensare il progetto "ora che stanno per essere ufficializzati gli atti…". Se avesse letto i giornali anche prima di domenica - ma basterebbe anche quella di domenica, se non si leggessero solo i titoli - saprebbe che non "ora", ma almeno dal 2015 ci sono interventi contrari a questa demolizione. Tanto che in quell'anno l'ex Mercato Ortofrutticolo era stato oggetto di visite guidate in occasione della Giornata Fai di Primavera, con materiali documentari ancora online preparati dal Liceo Colombini, che spiegano l'importanza del complesso di archeologia industriale. E l'anno scorso, per esempio, il razionalismo a Piacenza è stato oggetto di mostre e progetti a cura del Liceo Respighi. E saprebbe anche che tempo fa l'allora assessore Cisini si era pronunciato per il mantenimento delle strutture, cosa che dunque è possibile sia dal punto di vista architettonico sia finanziario. Quindi, lo stupore è nostro, per il fatto che il signor Merli non sia informato su quanto verificatosi e proposto a Piacenza in questi anni, nonostante il ruolo importante che riveste».

«Sulla necessità di parcheggi per i pendolari, l'amministrazione di cui il suo partito fa parte intende spostare l'autostazione proprio al posto dell'attuale parcheggio di viale Sant'Ambrogio - fra l'altro portandola in una posizione molto peggiore di quella attuale, non avendo viale Sant'Ambrogio vie d'uscita secondarie - e quindi al riguardo va pensato un piano un po' più organico che non singoli interventi in base a come si sveglia qualcuno».

«Ancora, dichiara che: "... per riqualificare l'area non basterebbe pulirla dai rifiuti, tenuto conto che esistono problemi legati alla sismicità delle strutture, oltre al fatto che gli edifici furono pensati per un mercato e di conseguenza non sarebbero ora facilmente convertibili ad utilizzi diversi. "Dunque secondo il signor Merli un edificio pensato per un uso, una volta venuto meno quell'uso andrebbe demolito. Eppure una reggia, palazzo Farnese, è divenuta sede dell'Archivio, dei Musei e di uffici comunali. Un ex Macello è stato convertito in sede di università, musei e sale espositive, un convento è diventato sede del Politecnico. Una chiesa, anzi più di una, ora sono gallerie d'arte, sale mostre, auditorium o centri polifunzionali. E altrove (non a Piacenza, certo, grazie alle ultime amministrazioni che l'hanno demolita) le Manifatture Tabacchi sono state convertite in poli culturali, come un ex convento è diventato sede della Provincia di Lodi. Ma, soprattutto, c'è una proposta concretissima delle associazioni teatrali, che illustra proprio le conversioni possibili, edificio per edificio, il che smentisce totalmente l'affermazione del signor Merli. Poi, i problemi di sismicità sono risolvibili - sennò praticamente tutti gli edifici italiani andrebbero demoliti - tanto che in questo momento ci sono pure agevolazioni al riguardo. E cogliamo l'occasione anche per ribadire la proposta di fare un campus universitario nell'ex Consorzio Agrario, dato che l'Università Cattolica ha bisogno di spazi e vista la posizione, intermedia tra i due poli universitari piacentini. In conclusione, ci sembra proprio che non sia chi pone dubbi sulla demolizione che "forse non ha approfondito bene lo stato attuale delle cose", ma qualcun altro» .

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