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«La Ricci Oddi così non funziona, con il nuovo direttore va reinventata»

Non solo novità per Ritratto di Signora – con migliorie all’allestimento e un'altra collocazione - ma anche una revisione di tutto il percorso della galleria nei progetti del presidente Fernando Mazzocca: «Il Klimt non basta, il suo effetto può essere provvisorio»

Il presidente della Galleria Ricci Oddi, Fernando Mazzocca

Migliorie all’allestimento e collocazione nella altre sale della galleria per Ritratto di Signora, una revisione di tutto il percorso delle opere in mostra e degli spazi esterni, un’intera identità da ricostruire creando una narrazione all’altezza del pubblico attuale, perché «La Ricci Oddi così com’è adesso non funziona, va completamente reinventata» e «l’effetto Klimt può essere provvisorio, non basta». Sono alcune delle osservazioni e dei punti del programma di rilancio della sede espositiva di via San Siro illustrati dal presidente Fernando Mazzocca, nel corso della seduta congiunta delle commissioni consiliari del comune di Piacenza. Un’audizione attesa, per fare il punto sulle iniziative in calendario per la galleria dopo la recente riapertura e il ritorno in mostra del ritrovato Ritratto di signora di Gustav Klimt. «L’allestimento di Klimt è stato molto criticato, ci sono in effetti delle cose che non vanno, soprattutto per quanto riguarda la visibilità del dipinto dovuta al riflesso - ha risposto il presidente ai giornalisti, prima di sedere al tavolo del salone monumentale di palazzo Gotico. «Il quadro è comunque godibile e cercheremo di fare delle migliorie con l’aiuto di una ditta specializzata leader in questo settore, sperando che presto goda della visibilità che merita». «In futuro si pensa di spostare il Klimt dal salone d’onore all’interno della galleria, com’era in origine - ha aggiunto - e poi l’apparato realizzato per supportarlo è troppo invasivo rispetto all’ambiente e rispetto al dipinto, quindi anche questa cosa dovrà essere migliorata».

Punto centrale la nomina del nuovo direttore – «imprescindibile per la rinascita ma anche per la stessa esistenza del museo» - sottolineata da Mazzocca dopo aver ringraziato i presenti per aver richiesto l’incontro ed evidenziato le qualità di una città come Piacenza, dotata di «un patrimonio straordinario». «Nel mondo degli esperti d’arte tutti avvertivamo la necessità che la Ricci Oddi fosse dotata di direttore e uscisse dal letargo in cui era caduta da molti anni e iniziato con il furto di Ritratto di signora nel 1997. Dopo quell’episodio Stefano Fugazza (ex direttore della galleria), che ho conosciuto molto bene, non è stato più quello di prima e da lì iniziata la parabola ascendente della galleria». Un letargo che secondo il presidente ha determinato l’attuale condizione di mancata competitività e attrattività. «Ho rivisto bene il suo allestimento, il museo così com’è adesso non funziona, va completamente reinventato pensando alla storia, perché senza pensare al passato non si può pensare al futuro. È un unicum a livello nazionale, sia per le opere che contiene sia per il contenitore stesso, in cui si sono fuse le esperienze di Giuseppe Ricci Oddi, collezionista di grande intelligenza critica, unico privato in Italia ad acquistare un’opera di Gustav Klimt - a quella di Giulio Ulisse Arata, uno dei più grandi protagonisti della stagione liberty a livello nazionale. Non va valorizzato solo l’interno del museo, ma anche l’esterno, rendendo percorribili e fruibili e giardini. Poi si dovranno selezionare le opere che ora sono affastellate in modo poco comprensibile e creare una narrazione all’altezza del pubblico attuale, più acculturato, che ha delle attese e chiede delle risposte. Sono certo che un direttore valido saprà, in maniera rapida, portare avanti questi progetti». Il bando per aspiranti direttori, una sessantina le domande ricevute, ha avuto «un risultato lusinghiero» ricorda Mazzocca: «Sono rimasti 14 candidati che saranno poi sottoposti al giudizio della commissione, sono tutte persone di grande valore».

«Diamo al futuro direttore una grande responsabilità, - ha evidenziato il presidente - quella di far ritornare il museo nel modo in cui era stato concepito, ma attualizzandolo». Tra gli obiettivi anche l’attivazione di collaborazioni con realtà nazionali e internazionali, una prima esposizione a partire dal 3 luglio - con opere della galleria a confronto con il mondo del collezionismo privato contemporaneo - e un'esposizione dedicata a Klimt. «A Roma era già in preparazione una mostra per l’autunno, quindi abbiamo preso contatto per poterci differenziare nell'iniziativa, una prima occasione per uscire dall’isolamento e mettersi in relazione con sistema museale nazionale». Un discorso che ha raccolto all’unanimità il favore dei membri delle commissioni, che hanno sottolineato nei propri interventi la ritrovata armonia di intenti tra Comune e galleria, l’importanza dei nuovi investimenti (l’impianto di raffrescamento per le sale interne) e della pubblicazione del bando per il ruolo di direttore, oltre alla comune speranza che la Ricci Oddi divenga volano per un rilancio di tutto il patrimonio culturale cittadino. Sottolineata anche al presidente (da Antonio Levoni e Michele Giardino) la lacuna dell’assenza della personalità giuridica della galleria e l’auspicio che possa trasformarsi in fondazione. «Dai vari interventi di oggi è emersa una passione piacentina e l’importanza di lavorare in sinergia, con altre realtà ma anche con il nostro territorio e il suo circuito museale - ha concluso l'assessore alla cultura, Jonathan Papamarenghi - il Comune penso abbia chiarito che siamo tutti sulla stessa barca e che si vuole spingerla a gonfie vele».

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