L’Accademia della cucina piacentina si ritrova per la cena di fine corso

I piatti tipici della tradizione piacentina alla base del convivio che chiude la 36esima edizione del corso

La sede dell'Accademia della Cucina Piacentina, addobbata per le grandi occasioni, ha ospitato sabato scorso, 26 gennaio, la cena di fine corso per gli allievi dell'ultimo percorso culinario sui piatti della tradizione locale, allestito dai cuochi gentleman dell'accademia. Come da tradizione dell'associazione, anche quest'anno, l'Accademia della Cucina Piacentina ha organizzato - nella storica sede del palazzo Pinazzi-Caracciolo -  il corso, giunto ormai alla sua 36a edizione, dedicato alla cucina della nostra provincia. Un percorso di dieci lezioni, tra i fornelli e la sala, per imparare a destreggiarsi tra tortelli e stracotto, anolini e “picula ad caval”: percorso che 16 studenti di tutte le età e livelli d'esperienza in cucina hanno affrontato, nelle scorse settimane, con entusiasmo e passione sotto la guida attenta e competente del corpo insegnanti composto dai migliori cuochi “gentlemen” dell'Accademia. Come di consuetudine, il corso prevedeva un informale test conclusivo per valutare se i partecipanti avessero assimilato tutti i trucchi di una cucina, forse povera negli elementi, ma ricca di sapori e significati: ideare un menù e cucinare un vero momento conviviale per amici e parenti, curiosi di conoscere l'associazione e assaggiare le sue prelibatezze.

Proposta che ha superato tutte le migliori aspettative, arrivando al “tutto esaurito” nella prestigiosa sede dell'Accademia della Cucina Piacentina di Via Gaspare Landi.
Ecco quindi l'occasione per la cena di fine corso durante la quale gli studenti hanno proposto un menù attento alla tradizione, con qualche piccola variazione sul tema per renderlo attuale: per gli antipasti, la scelta è caduta su “torta di patate” e “crostini con la pistà ad grass” – fatta a mano - nel solco della piacentinità più pura, per poi arrivare ad un must dell'accademia, lo “sformatino di spinaci con zabaione al grana padano”. A seguire due primi piatti: tra antico e moderno i “pisarei e fasò bazzotti”, come li chiamerebbero le nostre nonne, ovvero il primo piatto per antonomasia del piacentino in una versione fortemente tradizionale; e  “maccheroni alla bobbiese” con sugo di stracotto. Tutto con pasta rigorosamente fatta in casa.

Anche il secondo piatto scelto dai corsisti come banco di prova testimonia un gusto legato alla memoria della cucina come la “pollanca in fricassea” accompagnata delle patate “duchesse”. Per chiudere, un mix bilanciato tra semplicità e raffinatezza: la classica “sbrisolona”, dolce mantovano ma diffuso in tutto l’areale padano, e le “pere al bonarda con crema di mascarpone ai marroni”.
Il tutto sapientemente accompagnato dai vini delle nostre terre scelti tra i vitigni della Tenuta la Torretta.

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Una serata conviviale, tra sapori, profumi, ricette e aneddoti che ha significato un banco di prova per i “neo-cuochi” e per i palati dei commensali, in particolare per quelli più attenti ed esperti dei cuochi gentleman dell'accademia.  Ma senza mai dimenticare la vera anima dell'associazione, cioè quella di rivolgere un pensiero al prossimo, soprattutto se in sofferenza o difficoltà. La serata aveva infatti l'obiettivo, oltre che di testare le capacità in cucina, di aprire i cuori dei commensali al fine di aiutare i nostri concittadini che stanno affrontando un percorso doloroso contro malattie più forti della tenacia stessa. La scelta dell'Accademia è stata di devolvere l'intero ricavo della serata a favore della “Casa di Iris” al quale l'associazione è legata per motivi di affetto e riconoscenza ed ai clown in corsia dell’Associazione” Operatori del Sorriso di Croce Rossa Piacenza gli Inkollati”. Dopo tanto successo di pubblico, e di gusto, grazie anche a questo ultimo corso, che si è chiuso nei giorni scorsi con questa occasione conviviale, l’Accademia riprenderà il suo viaggio, che dura da oltre 55 anni, al quale si uniranno forze fresche ed appassionate di nuovi “cuochi gentlemen” pronti a rinnovare l’amore per la cucina e la piacentinità.

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