L’Antonino d’Oro 2019 a monsignor Domenico Berni

Il 4 luglio, in occasione del Santo Patrono il capitolo dei canonici della Basilica consegnerà l’Antonino d’Oro

Monsignor Domenico Berni

Il Capitolo dei Canonici della Basilica di Sant'Antonino ha annunciato alla città a chi andrà il prestigioso premio "Antonino d'oro 2019". L’edizione di quest’anno – si alternano nelle premiazioni laici a personalità ecclesiali – andrà a monsignor Domenico Berni, vescovo emerito della prelatura di Chuquibambilla in Perù. Nato a Piane di Carniglia (in provincia di Parma ma parte della Diocesi di Piacenza-Bobbio) 79 anni fa, ha dedicato cinquant'anni della sua vita alla missione in Perù. Gli consegnerà il premio il vescovo di Piacenza monsignor Gianni Ambrosio. 

CHI E’ MONSIGNOR BERNI

Nasce a Piane di Carniglia, in provincia di Parma, diocesi di Piacenza-Bobbio, il 26 maggio 1940.  Viene ordinato sacerdote nell’Ordine di Sant’Agostino il 29 giugno 1966. Dopo aver conseguito il dottorato in diritto canonico e civile alla Pontificia Università Lateranense, nel 1971 viene inviato come missionario in Perù. Distinguendosi per le sue qualità umane, cristiane, sacerdotali e pastorali, San Giovanni Paolo II, nel 1989, lo nomina vescovo prelato di Chuquibambilla. Il 10 settembre 1989 viene consacrato vescovo nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia. Gli viene affidata la cura pastorale della prelatura di Chuquibambilla che eserciterà fino al 24 aprile 2018, termine del suo mandato per raggiunti limiti di età.

LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO

«Il conferimento del premio – spiega per il Capitolo dei Canonici di Sant’Antonino il presidente don Giuseppe Basini - vuole essere un atto di stima e di gratitudine nei confronti di un figlio della nostra chiesa piacentina che ha dedicato quasi cinquantanni della sua vita alla missione in Perù, prima come sacerdote e poi come vescovo, svolgendo sempre il suo ministero con passione, umiltà e fedeltà nei confronti del popolo a lui affidato e in particolare verso i più poveri.  Ha operato in un territorio impervio e montuoso, nel cuore della Cordigliera delle Ande, dove abitano, in località situate tra i 3000 e i 5000 metri, migliaia di persone tra le più povere del Perù i cosiddetti “indigeni della sierra”, cioè della montagna. Persone geograficamente isolate, lontane dal mare e dalla foresta amazzonica costrette tuttora a una vita dura di agricoltura e pastorizia, priva di strade e di efficienti servizi basilari come educazione, salute, energia elettrica, telefono, acqua. In questo contesto, monsignor Berni prodigandosi senza riserve nell’attività di promozione umana e di evangelizzazione, ha dato continuità e sviluppo all’azione missionaria iniziata nel 1968 per volontà di San Paolo VI.  Con le sue parole e con il suo stile di vita, umile e riservato, ha saputo mostrare, il senso e la bellezza contenute nella vocazione sacerdotale. E tutto questo è un grande dono, in un contesto in cui la figura del prete è spesso esposta, per vari motivi, al rischio di perdere di significato e di credibilità agli occhi di molti.Domenico Berni-2

Nella testimonianza di vita di monsignor Domenico Berni, riconosciamo alcuni “tratti” che possono essere presi come riferimento da tutti coloro che desiderano vivere con gioia e responsabilità la propria vocazione cristiana. In lui emergono una grande passione per l’annuncio del vangelo e per la vita di ogni persona, in particolare quella più debole e ferita. Colpisce il suo desiderio di essere  un “pastore con l’odore delle pecore”, vivendo a contatto con la gente, con i suoi preti, condividendone gioie e dolori, vivendo con loro come un vero fratello e un vero padre, facendo lui stesso la scelta della povertà evangelica quasi a voler incarnare il sogno richiamato anche da papa Francesco nella sua famosa espressione: “Ah, come vorrei una chiesa povera per i poveri”. Una chiesa quindi che non solo si mette a servizio dei poveri ma si lascia educare da essi per scoprire l’unica vera ricchezza che salva: il vangelo.

Per tali motivi il Capitolo dei Canonici ha valutato opportuno assegnare a monsignor Domenico Berni questo prestigioso premio, come doveroso tributo alla sua persona e a tutti i missionari sparsi nel mondo. Inoltre tale onorificenza è idealmente consegnata anche alla comunità italo-peruana presente a Piacenza. Una bella realtà, perfettamente integrata nella nostra città, che ha saputo condividere le proprie tradizioni culturali e religiose con le nostre. Con  gioia ricordiamo la festa del “Senor de los Milagros” più volte celebrata anche nella nostra Basilica di Sant’Antonino».  Il premio “Antonino d’oro”, giunto alla 34^ edizione, viene annualmente sponsorizzato e patrocinato dalla  Famiglia Piasinteina. Verrà consegnato personalmente dal vescovo Gianni Ambrosio giovedì 4 luglio  nella Basilica Sant’Antonino a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • «Ma quale gigante buono? Quale raptus? Basta superficialità sui femminicidi»

  • La sorella di Elisa scrive a Massimo Sebastiani: «Piangi? Ormai sei il mio incubo»

  • Muore a 22 anni dopo lo schianto contro un terrapieno, trovata dopo diverse ore

  • Massimo scrive di una busta misteriosa: un affare li avrebbe potuti dividere e lui l'ha uccisa?

  • «Salvini con il rosario in mano? A Cortemaggiore si è anche inginocchiato in chiesa, magari facessero tutti così»

  • Per alcune notti Massimo ha vegliato Elisa nel bosco e ha dormito accanto al suo corpo

Torna su
IlPiacenza è in caricamento