L'appello dei volontari Anpas: «A Pasqua non accorciate le distanze, l'emergenza non è finita»

E’ l’appello che i volontari di Anpas Piacenza rivolgono alle persone di tutta la provincia di Piacenza, una delle zone d’Italia dove il coronavirus ha colpito più duramente, mettendo a dura prova la rete territoriale di emergenza che ha retto bene dopo l’onda d’urto ricevuta

«A Pasqua non accorciate le distanze». E’ l’appello che i volontari di Anpas Piacenza rivolgono alle persone di tutta la provincia di Piacenza, una delle zone d’Italia dove il coronavirus ha colpito più duramente, mettendo a dura prova la rete territoriale di emergenza che ha retto bene dopo l’onda d’urto ricevuta. Sembra infatti che da qualche giorno i piacentini abbiano abbassato la guardia e siano tornati a vivere le vie e le strade della città e dei paesi con più frequenza. Un comportamento che secondo i volontari delle Pubbliche Assistenze aumenterebbe il rischio di nuovi contagi, vanificando gli sforzi fatti finora. La forte tentazione di uscire di casa per sfruttare le belle giornate durante il ponte pasquale o i successivi del 25 aprile e primo maggio potrebbe essere troppo forte per i piacentini. «L’emergenza non è finita e non possiamo permetterci di accorciare le distanze, questa non è una Pasqua come le altre - sottolinea Paolo Rebecchi, coordinatore di Anpas Piacenza - Chiediamo a tutti di usare il buon senso e di rispettare per quanto più possibile le prescrizioni ministeriali». Tanti sono i volontari che segnalano più traffico in varie zone di Piacenza e della nostra provincia e persone a passeggio a piedi, alcune delle quali addirittura si fermano per scambiare due chiacchiere senza mascherine e senza mantenere le distanze minime. «La nostra preoccupazione è di rivedere queste persone accompagnate in pronto soccorso dalle nostre ambulanze» - affermano Maurizio e Chiara, impegnati a bordo di una delle ambulanze chiamate “extra” di postazione presso la Croce Bianca. «Sappiamo che è un messaggio forte ma dopo un mese di emergenza non vorremmo più dover affrontare le situazioni critiche che abbiamo vissuto in prima persona». L’augurio finale che Anpas Piacenza vuole dare a tutti è di passare una Pasqua quanto più possibile serena, distanti ma vicini grazie a smartphone e video-chiamate che permettono i comunicare e vedere i propri cari nel rispetto della salute di ognuno. «Noi la passeremo come tutti gli anni pronti per chiunque avesse bisogno - continua Paolo Rebecchi - i volontari delle Pubbliche Assistenze Piacentine sono abituati da sempre a vivere le festività a disposizione del prossimo. Quest’anno sarà un po’ diverso e siamo fiduciosi che i piacentini ascoltino il nostro appello restando a casa».

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