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«L’assembramento più numeroso e pericoloso è alla Farmacia ospedaliera»

Federfarma Piacenza interviene dopo la nota della segreteria del Partito Democratico provinciale: «In questo caso vengono costretti pazienti sicuramente fragili come immunodepressi, diabetici, oncologici e cardiopatici a recarsi in ospedale»

In merito alla nota del Partito Democratico provinciale sulle modalità di distribuzione delle mascherine chirurgiche, dove vengono espresse perplessità riguardo ai metodi di distribuzione adottati dal Comune di Piacenza per l'utilizzo del canale farmacia, Federfarma Piacenza interviene per precisare la sua posizione. «Federfarma – si legge in un comunicato del presidente Roberto Laneri e del segretario Paolo Cordani - non si è proposta per la distribuzione delle mascherine, né ha stabilito il numero di presidi da distribuire per abitante: ha accettato di mettersi a disposizione di istituzioni e cittadinanza con lo spirito di servizio che da sempre la contraddistingue soprattutto in questo periodo di emergenza. Ci sembrava doveroso, ci sembrava coerente al nostro mandato, ci sembrava giusto che questo servizio non gravasse su enti già oberate di lavoro in questo momento come Croce Rossa e Protezione Civile. Ricordiamo che è possibile delegare un parente o un conoscente al ritiro delle mascherine senza esporsi ad uscite non raccomandate». «Invitiamo il Partito Democratico cittadino ad informarsi meglio: cita Lucca come esempio di distribuzione casa per casa delle mascherine, quando sappiamo per certo, per contatti diretti, che nella città toscana queste vengono distribuite anche nelle farmacie. Condividiamo i timori sollevati dai Democratici sul pericolo degli assembramenti. Sottolineiamo che da inizio epidemia ricordiamo ai nostri clienti/pazienti di uscire il meno possibile e tutte le farmacie hanno rafforzato, a proprie spese, il sistema di consegne a domicilio soprattutto a favore delle categorie deboli. Ricordiamo inoltre che le farmacie hanno adottato sistemi di ingresso contingentati e invitano a mantenere la distanza di sicurezza anche in attesa all'esterno dei locali».

«Accoglieremmo con favore da parte del Partito Democratico – prosegue Federfarma - che le medesime preoccupazioni venissero sollevate per gli assembramenti veramente corposi, a cui si assiste alla Farmacia ospedaliera per il ritiro dei farmaci in distribuzione diretta o altri presidi, che prosegue imperterrita da inizio epidemia, unica regione in Italia, nonostante le nostre numerose proposte di collaborazione, sempre puntualmente respinte. In questo caso vengono costretti pazienti sicuramente fragili come immunodepressi, diabetici, oncologici e cardiopatici a recarsi in ospedale ma non abbiamo notato la stessa attenzione e solerzia da parte del succitato partito. Da inizio epidemia invochiamo in forma scritta la facoltà di lavorare a battenti chiusi, per tutela anzitutto della cittadinanza: la Regione ci rispose in un primo tempo e a più riprese che la distanza del bancone ci tutelava a sufficienza, per poi correre tardivamente ai ripari e concederci tale facoltà. Tutto questo ha prove documentate». «Ad oggi piangiamo dieci colleghi deceduti sul territorio nazionale, ultimo il nostro conterraneo dottor Luigi Francesconi, contiamo tantissimi colleghi colpiti da Covid e due farmacie chiuse nella provincia di Piacenza per Coronavirus. Ci piacerebbe essere ricordati per questo: come professionisti che dal primo giorno, in prima linea, e non in remoto, rischiano la propria vita e quella dei propri cari, solo per spirito di servizio. Crediamo sia di buonsenso in questo momento, a tutti i livelli, sospendere le campagne elettorali basate sulle modalità di distribuzione di una mascherina per persona. Concludiamo, auspicando dalla politica una diversa considerazione nei nostri confronti che tuteli il nostro orgoglio di professionisti, il nostro diritto alla salute di cittadini, la nostra dignità di persone».

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