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L'eclissi di luna più lunga del secolo: Marte vicinissimo al nostro pianeta

Tra la sera del 27 e la notte del 28 luglio, tutto il mondo ha assistito alla prevista eclissi totale di Luna più lunga del secolo: 103 minuti! Non è stato necessario che mi ponessi con il naso all'insù, a circa le ore 21, lo spettacolo dal quinto piano era di fronte a me, ma quanto ho desiderato la  trasparenza di un cielo stellato, come qualche giorno prima! La copertura, iniziata da qualche ora,  era già quasi completa e  quella sottile falce di Luna si restringeva a vista d'occhio,  fino a scomparire del tutto in una  torbida foschia. Alle ore 22,22,  l'oscurità è stata massima. Anche la musica delle piazze si era fermata, il rumore del traffico, affievolito. Ho avvertito la sensazione che era avvenuto qualcosa di importante nel cielo, con  un tremolio leggero in tutto il corpo, dall'improvvisa vibrazione di un cerchio d'aria fresca sul viso. Anche Marte, in opposizione al Sole rispetto alla Terra, appariva nel cielo, più grande del solito ed il 31 luglio, è stata minima la distanza dal nostro pianeta. A tingere di rosso la Luna, la sua posizione rispetto alla Terra che si trova tra il Sole e  la Luna stessa e proietta sul satellite un cono d'ombra. Una eclissi lunare è un fenomeno ottico, durante il quale l'ombra della Terra oscura del tutto o parzialmente la Luna e si verifica nel momento in cui la stessa  è in fase di “piena”, mentre Sole, Terra e Luna, si trovano allineati in questo ordine. Si possono avere vari tipi di eclissi di Luna, a seconda, che entri totalmente o parzialmente nel cono d'ombra. La Luna è apparsa   rossa in questa eclissi per la rifrazione  della luce del Sole sulla atmosfera terrestre. Gli esperti dell'Istituto Nazionale di Astrofisica, hanno spiegato che la Luna si trovava in prossimità dell'apogeo, punto della propria orbita alla massima distanza della Terra, poco oltre  40mila chilometri. In questo tratto dell'orbita, la Luna si muove  più lentamente rispetto  a  quando si trova in altri punti della sua traiettoria, dilatando i tempi  di passaggio nel cono d'ombra terrestre.  Ma  altri pianeti ci stavano osservando dal cielo, quella   sera, anch'essi visibili ad occhio nudo: Venere, Giove, Saturno e Marte. 

Prossimo appuntamento con l’eclissi totale di Luna il 21 Gennaio 2019, alle ore 5,12. La particolare atmosfera mi ha riportato alla mente il ricordo di una eclissi, di quando ero bambina; il cielo divenne  completamente  buio,  acceso soltanto da qualche luce sparsa delle case di campagna. Un senso di panico mi aveva fatto piangere, cercando un rifugio nascosto per me e Lily, la cagnolina dei miei nonni!  Lily  era di una intelligenza straordinaria, una vera guida  per me, ma in quel momento, presa dalla paura, stava perdendo la sua calma.  Essa fiutava nervosamente, il suo manto bianco e nero lucente, si contraeva, arricciandosi visibilmente. Riuscii a prenderla per il collare e dopo averla accarezzata teneramente, adagiava il suo musino affilato sulle mie ginocchia, fino a quando la luce riprese  tra nubi grigie, promettenti ancora freddo.

FASI  LUNARI E INSORGENZA DI TERREMOTI - Studi scientifici,  mettono in correlazione un legame tra le fasi lunari e le più forti scosse di terremoti del pianeta, come già sostenuto dallo pseudoscienziato Raffaele Bendandi (Faenza 1893- 1979) il quale prevedeva i terremoti in base alle fasi lunari. Uno studio giapponese, ora ne conferma le teorie e rivaluta le ricerche dello studioso.  Sarebbero le forze di marea esercitate dalla Luna piena e dalla Luna nuova ad incidere  sullo scatenarsi dei grandi terremoti. Lo dimostra l'analisi  pubblicata sulla rivista”Nature Geoscienze”, un team di ricercatori giapponesi della Università di Tokyo, coordinati dal sismologo  Satoshi Ide. Lo studio, afferma che come gli oceani si muovono  con la Luna, così anche la crosta terrestre alzandosi di circa 30-40 cm. attratta dal suo  satellite, provoca una marea terrestre, quindi la forza di gravità della Luna, su una faglia vulnerabile, può provocare reazioni a catena in grado di innescare il sisma. Negli ultimi decenni, anche ricerche italiane dimostrano che esiste un effetto astronomico a condizionare  la tettonica delle placche e i terremoti. I meccanismi del fenomeno sono ancora da chiarire, ma tutto è causato da una alterazione della gravità terrestre dovuta alla presenza della Luna. L'effetto  marea  si manifesta anche sulla Terra solida, infatti, il suolo si innalza e si abbassa di 30-40 cm. due volte al giorno, ma non ce ne accorgiamo perché la lunghezza d'onda  di questa  oscillazione è di 5.000-6.000 chilometri. Se ciò si verifica  in una area critica, l'effetto astronomico, descritto,  può scatenare il terremoto.

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