Lunedì, 20 Settembre 2021
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L'Emilia-Romagna piange Raffaella Carrà. Bonaccini: «Portava con sé la nostra terra»

La showgirl si è spenta lunedì 5 luglio dopo una malattia, all'età di 78 anni

Raffaella Carrà, Foto Ansa

L'Emilia-Romagna non dimenticherà mai Raffaella Carrà. Romagnola, nata a Bologna, la nostra regione piange una delle sue figlie migliori, scomparsa nella giornata di lunedì 5 luglio dopo una malattia a 78 anni, lasciando incredulo un intero paese.

«E' un grande, grande dolore. Si fa fatica a credere che Raffaella Carrà non ci sia più»: queste le parole del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, appresa la notizia della morte di Raffaella Carrà, una delle più grandi show girl italiane. «Sempre sorridente, amatissima dal pubblico, un talento che faceva di lei una grande artista: ballerina, cantante, attrice, conduttrice televisiva, autrice», la ricorda Bonaccini. «In assoluto, fra coloro che hanno fatto la storia della televisione italiana. Ma soprattutto un modo di fare spettacolo che la portava a essere amica di tutte le italiane e gli italiani».

«Nata a Bologna e cresciuta a Bellaria-Igea Marina, conosciuta in tutto il mondo, portava con sé la nostra terra - sottolinea Bonaccini - lascia davvero un vuoto enorme. A nome mio personale e di tutta la comunità emiliano-romagnola, mi stringo ai familiari, ai suoi cari, ai suoi collaboratori e collaboratrici, ai quali vanno le più sincere condoglianze».

A ricordarla anche il sindaco del capoluogo emiliano, Virginio Merola: «Un'artista e una donna conosciuta in tutto il mondo. E una figlia di Bologna che con la sua città di nascita aveva mantenuto un rapporto intimo e profondo. Grazie Raffaella Carrà, hai dato tanto a questo paese e a tutti noi».

«Raffaella è stata un simbolo e un vero amore per tutti gli italiani» scrive su Facebook l'assessore comunale alla Cultura, Matteo Lepore, candidato sindaco del centrosinistra. «Autentica, libera, coraggiosa. Una pioniera, una grande artista. Ha contribuito a rendere il nostro Paese più emancipato, giusto, libero. E lo ha fatto - continua Lepore - con la sua classe, la sua arte, il suo saper coniugare cultura e modernità. Anche Bologna la abbraccerà come merita, perché Raffaella Carrà è stata una delle sue figlie più speciali» conclude l'assessore. 

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