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L’Università Cattolica capofila del progetto Smart-Et per riorganizzare l’offerta di latte e dei prodotti lattiero-caseari

Si svilupperà grazie ad un team di ricerca ben strutturato, con una rete di conoscenze in grado di veicolare questa innovazione in un’area di produzione specifica e molto rilevante del Nord Italia, zona gravemente colpita dal Covid-19

Il periodo di emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha modificato drasticamente il mercato dei prodotti alimentari, sbilanciando l’equilibrio tra domanda e offerta in seguito ad un forte calo della richiesta di numerosi prodotti alimentari. Soprattutto nel Nord Italia, si è verificata una celere riduzione dei consumi di prodotti lattiero-caseari, conseguente alla chiusura di attività di ristorazione, che si è tradotta in un aumento delle eccedenze di latte e prodotti trasformati e conseguente ricaduta negativa sui produttori di latte.

Questo scenario molto complesso e delicato può rappresentare una opportunità, sia per i produttori che per i consumatori, per sviluppare specifici strumenti tecnologici finalizzati a superare la difficile gestione di questa situazione. E’ in questo contesto che si inserisce Smart-Et (Speeding up market connections between cheese producers and consumers during pandemics)- una attività finanziata da European Institute of Innovation & Technology (EIT) Food. 

«Smart-Et avrà l’obiettivo concreto, nei 6 mesi di durata del progetto- precisa il dottor Antonio Gallo ricercatore del dipartimento di Scienze animali, della nutrizione e degli alimenti di cui è direttore il professor Francesco Masoero - di creare strumenti digitali che consisteranno in applicazioni informatiche, disponibili online, per la previsione a medio termine delle disponibilità di latte e formaggi DOP e della domanda di prodotti lattiero caseari in condizioni di emergenza economico sanitaria. I tools includeranno stime dei costi di produzione alla stalla e al caseificio e dei prezzi dei prodotti, che verranno testati e applicati alle zone di produzione del Grana Padano (GP) e del Parmigiano Reggiano (PR), aree fortemente colpite dall'attuale pandemia e consentiranno diffondere dati per la gestione aziendale e del mercato agroalimentare. L’implementazione di questi sistemi aiuterà a riorganizzare la produzione di latte e l'offerta di prodotti lattiero-caseari in modo rapido ed efficiente durante eventi pandemici come quello del COVID-19 o emergenze sanitarie o economiche analoghe, oltre che a ottimizzare al meglio l’incontro di richieste, a livello locale, creando un network diretto tra produttori e consumatori e aumentando così l’interazione e la condivisione di informazioni tra queste due figure di mercato».

Il progetto Smart-Et si svilupperà grazie ad un team di ricerca ben strutturato, che include partner universitari e non, con un know-how e una rete di conoscenze in grado di veicolare questa innovazione in un’area di produzione specifica e molto rilevante del Nord Italia, zona che è stata gravemente colpita dal Covid-19.

In particolare, i partner del consorzio Smart-Et che prenderanno parte alla realizzazione delle attività sono: l’Università Cattolica del Sacro Cuore (UCSC), che si configura come centro coordinatore del progetto, la School of Agriculture, Policy and Development (SAPD) -University of Reading (UREAD)-, l’Associazione Italiana Allevatori (AIA) e l’azienda Agricolus srl. Parteciperanno alle attività anche il Centro Ricerche Produzioni Animali (CRPA), la società System Dynamics Italian Chapter (Sydic).

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