L’università Cattolica celebra Fra' Luca Pacioli, padre della “partita doppia”

Una “due giorni” di convegni con studiosi da tutta italiana per celebrare Fra' Luca Pacioli considerato, in tutto il mondo, il “padre della ragioneria”, il “maestro della partita doppia”, l’autore del manuale di contabilità più stampato e più diffuso negli anni del Rinascimento

Una “due giorni” di convegni con studiosi da tutta italiana per celebrare Fra’ Luca Pacioli considerato, in tutto il mondo, il “padre della ragioneria”, il “maestro della partita doppia”, l’autore del manuale di contabilità più stampato e più diffuso negli anni del Rinascimento, tra la fine del Quattrocento e l’alba del Cinquecento. Personaggio dai molteplici talenti, Luca Pacioli, formatosi all’aritmetica commerciale e iniziata parallelamente l’attività mercantile, cambiò presto la priorità dei suoi interessi. Entrato nell’ordine dei frati francescani, si dedicò per lo più all’insegnamento di matematica, algebra e geometria in importanti scuole. Lavorò a stretto contatto con personalità eminenti, tra cui Piero della Francesca, Leon Battista Alberti e soprattutto Leonardo da Vinci. Nella sua Summa, che è parte di un insieme scientificamente interessante di opere scritte nell’arco di un quarantennio, espose dettagliatamente il funzionamento della partita doppia, e fu per questo fatto – del tutto secondario nella sua biografia – che divenne famoso.

Gli elementi della biografia intellettuale di Pacioli fanno guardare a lui come a un cultore di matematica, geometria e algebra ma anche contabile, ragioniere – come allora si usava dire. Non fu certo un economista, ma preparò un materiale e utilizzò un linguaggio tecnico che poi sarebbero entrati a far parte della scienza economica. Egli fu un abachista, cioè un esperto nella computistica, un contabile, un tecnico degli affari, un ‘quaderniere’, e da insegnante spiegò ai suoi studenti come fosse possibile risolvere con l’algebra problemi di ordine economico che l’uomo d’affari o l’amministratore si trovavano ad affrontare quotidianamente e continuativamente. A lui, infatti, è stata attribuita dalla maggior parte degli storici la paternità delle regole per la tenuta dei libri a partita doppia, che si trovano nitidamente esposte nel Tractatus undecimus (De computis et scripturis) della Summa, il celeberrimo Trattato che ha reso immortale il nome del Pacioli.

Per la prima volta il metodo della partita doppia, secondo ‘el modo de Vinegia’ veniva divulgato con un’opera a stampa. Pacioli, secondo diversi studiosi, non inventò la partita doppia, ma fu il primo suo divulgatore attraverso l’uso della stampa. Si pensi che a Venezia, dove il primo libro fu stampato nel 1469, alla fine del 15° sec. funzionavano ben duecento tipografie, e qui, dove egli si era formato all’arte della mercatura e dove l’arte tipografica era particolarmente coltivata, Pacioli decise di stampare il proprio trattato. La stampa consentì l’abbassamento del costo delle copie, che erano vendute dai tipografi stessi, e questo ne agevolò la diffusione, che fu di certo dovuta anche alla stima goduta da Pacioli come docente. Luca Pacioli nacque attorno al 1445 a Borgo San Sepolcro. Diciannovenne, si trasferì a Venezia come precettore nella casa di Antonio Rompiasi, mercante che abitava nel quartiere della Giudecca. Messosi al suo servizio, lo accompagnò in molti viaggi di affari, arricchendo così le proprie conoscenze ragionieristiche e le proprie competenze pratiche nel campo della mercatura.

Nella sua vita caratterizzata soprattutto dall’insegnamento, entrò a contatto con tutti i più famosi artisti ed intellettuali dell’epoca, compreso, nel periodo in cui operò a Milano alla corte di Ludovico il Moro, l’amicizia e la collaborazione scientifica con Leonardo da Vinci. Il convegno di Piacenza  con l’intervento di numerosi studiosi, rappresenta un momento importante per la riscoperta di questo grande studioso. All’Università studiosi, imprenditori e rappresentanti degli istituti di credito, si sono interrogati sul valore del messaggio pacioliano, sulle implicazioni etiche, sociali e comunitarie delle sue battaglie culturali, sull’attualità di un percorso di studi e di ricerca ispirato al sentimento profondo del destino dell’uomo, del nostro pianeta e dell’universo. E si sono interrogati sulle vicende dell’economia e della finanza.

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