La Cattolica di Piacenza capofila di un progetto per educare i giovani a tutelare la biodiversità

Il futuro del nostro pianeta è affidato alle giovani generazioni che vanno educate alla tutela della biodiversità, non solo quella ambientale, ma altresì culturale in cui rientra anche il nostro modo di vivere, pensare ed alimentarsi. L’Università Cattolica di Piacenza ha ottenuto un finanziamento dall’Unione Europea (Erasmus Plus 2019 Azione chiave 2 - Partenariati strategici per l’innovazione - Settore Istruzione scolastica) per un progetto denominato “dal seme al cucchiaio”, coordinato da Ilaria Negri, ricercatrice in entomologia del Dipartimento di Produzioni Vegetali Sostenibili (sede di Piacenza). Un riconoscimento importante se si considera che su un totale di 139 progetti presentati a livello nazionale, ne sono stati finanziati solo 28 e solo 4 Università ne hanno ottenuto il finanziamento come capofila (Cattolica, Politecnica delle Marche, Telematica Pegaso, Bologna) su oltre 20  Atenei. Referente del progetto è il dott. Edilio Mazzoleni, Direttore Global Engagement and International Education mentre quella amministrativa è Floriana Conte, Global Engagement and International Education. Spiega Negri: «Dedichiamo il nostro progetto "From seed to spoon", dal seme al cucchiaio,(in collaborazione con l'Ente Parchi del Ducato, il Comune di Parma, OpenTea, e i ragazzi di scuole da tutta Europa) a tutti coloro che considerano la Pianura Padana come il posto più inquinato d'Europa, a tutti color che odiano la calura estiva, a tutti quelli che non toccano cibo se non biologico, a tutti questi ed anche agli altri». «Con questo progetto - commenta-  si scoprirà come arricchire le nostre città di aree verdi, fresche e pulite, piene di frutta e farfalle. Si tratta di un piano scientifico educativo sulla filiera alimentare che ha come target studenti europei di secondaria superiore. Ha la durata di 3 anni durante i quali verranno monitorati e promossi i servizi eco- sistemici di approvvigionamento e regolazione, per la produzione sostenibile di cibo sano, sicuro e di alta qualità in città (es. orti comunali, food forest)».

«From seed to spoon mira a monitorare e promuovere i servizi di approvvigionamento e di regolazione naturalmente presenti in tutti gli ecosistemi, per esempio frutta e verdura, i servizi di “regolazione”, come per esempio l’impollinazione o il controllo degli infestanti. Se riusciamo a promuovere anche solo con piccole azioni questi servizi, innescheremo a ruota la promozione di tutti i servizi ecosistemici: pertanto - ribadisce - acqua  ed aria saranno più pulite, il suolo sarà più fertile, migliorerà l’estetica delle nostre città perché quelle dove si vive meglio, dove la qualità della vita è migliore sono ricche non solo di persone, ma anche di biodiversità di piante, animali, colori, profumi. La natura in città- sostiene- non è solo una decorazione, ma una vera e propria infrastruttura (vivente) di cui prenderci cura come tutte le altre». I partner del progetto sono 4 istituti tecnici (agrari ed alberghieri) di Italia (I.s.i.s.s. Magnaghi Solari di Fidenza), Grecia (Maria m. Andreadaki & Sia E.E), Romania Liceul Tehnologic Nicolae Balcescu) e Svezia (DinglegymnasietAB). Sono coinvolti il Comune di Parma, l’Ente Parchi del Ducato; il Parco dei Boschi di Carrega ed una start up, l’ OpenTea mentre i partner associati sono il Cerzoo, ovvero l’azienda sperimentale della Cattolica di Piacenza, la Cooperativa sociale con vivaio e apiario presso i Parchi del Ducato e la Picasso Food Forest in Parma.

«Noi ricercatori della Cattolica - chiarisce la docente - svilupperemo un training online (utilizzando piattaforme di e-learning sviluppate da OpenTea) sui servizi eco-sistemici ai ragazzi di ogni scuola. Un gruppo di allievi per ogni istituto verrà in Italia il prossimo anno a Maggio per continuare il training che sarà sviluppato presso i laboratori della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali dell’Università Cattolica e, in campo, presso la Picasso Food Forest e i Parchi del Ducato». Tra le attività previste c’è il riconoscimento di animali utili (insetti impollinatori, rondini e altri uccelli che divorano mosche e zanzare, ecc.) e piante edibili, piante da frutto, ecc. Inoltre la costruzione di condomini per api, dimore per ricci, bistro per uccelli, hotel per rospi. Verranno poi installati nella Picasso Food Forest, nei Parchi del Ducato e in Cerzoo per aumentarne la biodiversità. Inoltre saranno piantati frutti antichi ed altre essenze autoctone. Verranno installati apiari in Cerzoo.

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In tal modo in futuro, applicando queste misure, aree un tempo sciatte ed anonime, si possono trasformare in rigogliose e verdeggianti, piene di vita. C’è un altro dato importante da rimarcare- sottolinea la dott. Negri: le attività saranno estese anche presso i vari partner europei, in modo da avere un confronto con zone bio- geografiche e climatiche diverse. «Perché - ribadisce - il modo giusto per comprendere la biodiversità è come arricchisce ciascuno di noi; non solo piante ed animali, ma anche culture diverse, compreso il modo di alimentarsi».  Alla fine del progetto verrà pubblicato un libro di ricette con i prodotti delle food-forest e degli orti urbani, corredato da acquerelli naturalistici. Il libro si intitolerà «Il cabaret della natura», mentre Andrea Ambrogio pittore e disegnatore naturalista, realizzerà uno specifico taccuino.

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