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La conferenza “San Paolo sulle orme di Cristo” apre le celebrazioni per la festa patronale

Domenica messa solenne e la consegna del ”Paliotto 2020”

La conferenza di monsignor Bruno Perazzoli “Con San Paolo sulle orme di Cristo” ha avviato il programma degli appuntamenti della Festa patronale della parrocchia cittadina di San Paolo che, giovedì  23 gennaio, proseguiranno alle 16 nel sacello-santuario della Madonna di Guastafredda (via Confalonieri), con la presentazione del volume "Maria. Non sei sola nell'affrontare la vita”. Il sabato successivo nell'Oratorio San Paolo, alle 15 catechismo animato sull'Apostolo delle Genti; in chiesa alle 18 i Vespri seguiti dalla Messa con omelia. Domenica 26 gennaio alle 10,15 presentazione del video “Il catechismo ieri e oggi”, preparato dal Gruppo catechisti.

Le messe saranno officiate alle ore 8 dal superiore dei Figli di Sant'Anna e alle 18.30 dal superiore degli Scalabriniani, mentre la celebrazione delle 11 sarà presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. Al termine la consegna dell’onorificenza parrocchiale “Paliotto 2020”. 

Nella partecipata e colloquiale conferenza di martedì scorso aperta dall’introduzione di Pietro Scottini, mons. Perazzoli ha tracciato la vita dell’apostolo rilevando come storicamente, i momenti più sicuri della vita di Paolo riguardano il suo incontro con Cristo sulla via di Damasco, intorno all'anno 32, la prigionia a Roma nel 60-62 e il suo martirio a Roma. La sua vita presenta alcune grandi tappe: la formazione  a Gerusalemme, la persecuzione dei cristiani negli anni successivi e l'intervento diretto di Cristo sulla via di Damasco che cambia la vita del furente Paolo: da persecutore diventa il più coraggioso missionario cristiano. 

«Confrontarci con Paolo – ha evidenziato monsignor Bruno proseguendo la sua dotta analisi - può aiutare a chiarire l'identità di Gesù Cristo crocefisso e risorto e a riscoprire la nostra profonda identità di cristiani. La santità come la intende Paolo, è un dono totalmente gratuito del Padre. E' il vincolo che unisce tutti coloro che, invocando il nome di Gesù, portano il sigillo della Sua grazia e, pubblicamente e comunitariamente, professano la fede nel Signore risorto. Quando Paolo scrive alle comunità cristiane da lui fondate, si rivolge "ai santi" di quella particolare Chiesa, cioè ai battezzati. Un patto che ci consegna precisi impegni: purificarci dai nostri peccati per lasciarci permeare da Cristo; guardare ai nostri fratelli e sorelle, come parte di noi stessi; vivere in fedeltà e amore la nostra fede a beneficio di tutti». 

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