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La festa del vicino al Peep, Acer: «Stiamo raccogliendo adesioni anche qui per le telecamere»

Nel quartiere Peep negli ultimi tempi diversi problemi di convivenza: ecco perché Acer ha organizzato qui la festa del vicino

È una serata di festa quella si è svolta al Quartiere del Peep, uno dei più popolosi gestiti da Acer. Ed è proprio per i problemi riscontrati alla Farnesiana che il presidente di Acer Patrizio Losi e il parroco don Maurizio Noberini - in virtù del Protocollo di Intesa firmato tra l'ente gestore delle case popolari, Caritas e le Parrocchie di riferimento dei quartieri - hanno scelto quest'anno di festeggiare la conoscenza dei vicini proprio nel quartiere PEEP. Occasione questa non solo per integrarsi attraverso i linguaggi più universali del mondo, la cucina e la musica, ma anche per poter riflettere sulla possibilità di installare anche in questo quartiere gli impianti di videosorveglianza: «Stiamo raccogliendo tra i tavoli le firme per indire una assemblea di condominio in cui votare per il progetto delle telecamere. I numeri che stiamo raccogliendo a Barriera Farnese, dove il progetto è partito da oltre un anno, e i primi dati che arrivano da San Sepolcro, ci persuadono ulteriormente che è la scelta giusta per combattere la microcriminalità». Così il presidente di Acer Patrizio Losi, mentre gira con i fogli tra i tavoli. Un progetto che trova l'appoggio anche del Comune di Piacenza e del parroco don Noberini. «Questo è un quartiere che, solo per i numeri di abitanti e di provenienza da Paesi diversi, necessariamente porta con sé problemi di convivenza sociale. La festa di questa sera è molto importante per far avvicinare i vicini di casa che, sempre più spesso, non solo non si salutano, ma neppure si conoscono». Le parole del parroco trovano eco nell'assessore ai Servizi Sociali Federica Sgorbati e della mediatrice di Acer Giuseppina Civardi: «E' sempre più importante il presidio del territorio. La mediazione sociale è diventata un punto di riferimento per tutti gli inquilini. La prevenzione resta sempre la regola numero uno, insieme al dialogo e alla partecipazione». 

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