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La nuova sezione romana dei musei di palazzo Farnese restituisce il volto di Piacenza

L'assessore alla cultura Jonathan Papamarenghi: «Un’occasione di rinascita che parte dalla cultura e dalle nostre origini»

Una nuova carta vincente per l’offerta museale e la cultura piacentina. Questo è sicuramente il nuovo allestimento della sezione archeologica dei Musei Civici che ha trovato suggestiva collocazione in una parte dei sotterranei di Palazzo Farnese con un percorso articolato in quindici sale, secondo un’impostazione tematica e didattica.  Sono circa 1400 i reperti che i visitatori potranno apprezzare e attraverso i quali ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Placentia in epoca romana, dalla sua fondazione nel 218 a.C. fino all’insediamento dei Longobardi nel VI secolo d.C.

Diversi sono i temi affrontati: le preesistenze nel territorio piacentino prima della colonizzazione romana, la fondazione, la forma urbis e le istituzioni della nuova città romana, l’economia, i commerci, la produzione e il ruolo del fiume Po, l’edilizia residenziale e la vita quotidiana; i culti e gli edifici religiosi; i monumenti funerari e le necropoli. La fine del mondo romano e il passaggio all’Alto Medioevo.

All’interno della nuova sezione si trovano alcune eccellenze: il celebre Fegato Etrusco, l’imponente statua panneggiata firmata dallo scultore ateniese Kleomenes, entrambe valorizzate dal nuovo allestimento, oltre ad alcuni importanti reperti inediti in grado di restituire il volto della città e di ricostruire la vita nella Placentia romana. Tra questi uno straordinario letto funerario, ricostruito in legno e con un rivestimento in osso bovino di gusto ellenistico, che faceva parte degli arredi della tomba rinvenuta nella zona di Cantone del Cristo durante gli scavi per la costruzione di un nuovo reparto dell’ospedale Guglielmo da Saliceto e le Antefisse, ovvero gli elementi decorativi finali delle tegole dei templi, di cultura ellenistico-orientale, rinvenute nel 1947 e nel 2000, che hanno permesso di ricostruire l’apparato ornamentale di un tempio, probabilmente posto nella parte settentrionale di Piacenza colonia romana. Altri monumenti funebri quali una sfinge alata testimoniano verosimilmente l’appartenenza del defunto a una famiglia eminente. Nella sala dedicata alla domus romana, si possono osservare eleganti mosaici pavimentali e oggetti di uso quotidiano come frammenti di mobilio e lucerne, strumenti per la scrittura, balsamari per unguenti e profumi, contenitori per il trucco e ornamenti personali, attrezzi per la cura della casa, la filatura e la tessitura, resti dei giochi da tavolo, tra cui una scacchiera del II-III secolo d.C in terracotta.

«Un’occasione di festa per Piacenza dopo un lungo percorso - ha esordito l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi, aprendo la conferenza stampa di presentazione - è un momento importante perché questa apertura con i reperti eccezionali che espone costituisce anche un’occasione di rinascita che parte dalla cultura e dalle nostre origini». Grande soddisfazione per il notevole traguardo raggiunto è stata espressa dalla direttrice dei Musei civici Antonella Gigli: «attraverso i circa 1400 reperti esposti, parte dei quali si trovavano in varie città dell’Emilia Romagna, è possibile ripercorrere gli eventi che hanno caratterizzato la storia di Placentia Romana». Il presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Toscani: «E’ sempre una buona notizia quando il patrimonio culturale della nostra città si arricchisce, con questo allestimento Piacenza recupera attendibili riferimenti della sua storia romana. Oggi c’è poco senso della storia, questa sezione è quindi fondamentale. Due anni fa, in occasione della mostra su “Annibale” la Fondazione stanziò fondi per realizzare il nuovo impianto di riscaldamento e deumidificazione nei sotterranei di Palazzo Farnese. Un investimento lungimirante, poiché funzionale al futuro di quei locali».

Il presidente di Confindustria Francesco Rolleri: «Crediamo tanto nel ruolo sociale dell’impresa e riconosciamo in palazzo Farnese uno dei contenitori più importanti del nostro patrimonio artistico e culturale; su questa linea abbiamo sostenuto in passato l’intervento per la teca del Botticelli, per la realizzazione del modello ligneo di Palazzo Farnese realizzato dall’architetto Enrico Bergonzoni e di recente per il restauro della statua di Kleomenes». Marco Podini, Area patrimonio archeologico Soprintendenza: «Esprimiamo grande soddisfazione per un’operazione che ha consentito di esporre e ri-contestualizzare, circa 1400 reperti archeologici attraverso nuovi apparati grafici, ma anche audio e video grazie a un’operazione corale in sinergia con una pluralità di soggetti pubblici e privati». Siamo felici di poter condividere parte della storia della nostra sede con tutta la comunità - ha detto Davide Goldoni, direttore regionale Piacenza Lombardia Sud di Crédit Agricole - Nella nuova sezione museale, c’è anche un “pezzo” dei sotterranei della nostra sede piacentina: un’antica strada rinvenuta negli anni ’70 e fino ad ora non visibile al pubblico se non per occasioni particolari. Nel museo è riprodotta questa antica lastricatura. L’allestimento e le operazioni di restauro sono stati finanziati da fondi europei stanziati dalla Regione Emilia Romagna a cui il Comune ha aggiunto ulteriori risorse; hanno poi contribuito Fondazione di Piacenza e Vigevano, Confindustria, Crédit Agricole Italia, Ente per la valorizzazione di Palazzo Farnese e Musei farnesiani, Davide Groppi, Ditta Gregori Gaetano, Tagma di G.N. Tagliaferri, Musei Civici di Modena.

INFO APERTURA E ORARI La nuova sezione apre al pubblico, in via eccezionale, lunedì 17 maggio, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18; sarà poi visitabile nei consueti orari dei Musei Civici di Palazzo Farnese dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18 - sabato e domenica solo su prenotazione. 

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