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Martedì, 30 Novembre 2021
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«Ai miei colleghi artisti chiedo di venire ad esporre in via Calzolai»

Il pittore Alberto Gallerati rilancia la sua presenza in via Calzolai in un locale più grande: «Ci vorrebbe un piano di rilancio per questa storica via, riportando artisti ed espositori nelle vetrine sfitte»

Crede che sia ancora possibile un rilancio di via Calzolai. Per questo motivo, quando ha reputato troppo piccolo il suo laboratorio di pittura nella via, ha scelto di trasferirsi soltanto di qualche metro più in là. Alberto Gallerati, noto pittore piacentino (ma anche scultore e incisore), da qualche giorno ha allargato i suoi spazi espositivi. «Sonovia Calzolai-6 tenace nel voler rimanere, dopo otto anni, in via Calzolai, che ha molto da dare alla città».

Via Calzolai porta questo nome perché a fine ‘800 vi lavoravano ben 16 calzolai. Era una via di artigianato, che conserva ancora oggi molto fascino. Dal punto di vista commerciale, però, sta vivendo una crisi. Molte serrande si abbassano e non vengono più alzate. «Tanti negozi hanno chiuso - spiega Gallerati - e a differenza di altre vie i “grandi marchi” non si sono trasferiti. Eppure è sempre stata una via di grande commercio: dai ciabattini e calzolai, nel Dopoguerra si trasformò in una via di “alimentari”». Fare la spesa, adesso, risulta più comodo altrove. «Il piacentino non vorrebbe lasciare la macchina neanche per andare in bagno – scherza, ma non troppo, Gallerati -. È chiaro che via Mazzini, via Garibaldi, piazza Borgo e via Calzolai soffrono questa mancanza di posti. A cui si è aggiunta l’abitudine di girare solo sul Corso e in via Venti, molto radicata tra le generazioni di giovani».

Gallerati paragona la sua pittura alla stessa via che ospita i suoi quadri. «Una pittura non di moda, che s’ispira ai canoni classici, nel modo di stendere il colore, nel modo di disegnare».  Ora nella sua galleria c’è più spazio per esporre. «Voglio organizzare un evento al mese per rendere più vivo questo spazio, il prossimo appuntamento è il 30 ottobre con la presentazione di un libro e un concerto».

Invita però le istituzioni a farsi più sentire. «L’ultima riunione su questa via risale ai tempi dell’assessore Filiberto Putzu. Parlammo della “riabilitazione” di via Calzolai, ma a quell’incontro mancavano i veri protagonisti: i proprietari dei muri. È inutile, senza di loro, proporre alcunché». A cosa si riferisce? «Ci vuole un piano lungimirante. In altre città, nel passato, quando si voleva rilanciare una via commerciale, cosa si fece? Si diede spazio agli artisti. Ci vorrebbero tre anni di affitti bassi, per riportare qui le attività».Alberto Gallerati-5

L’artista fa una riflessione. «A Milano non c’è più Brera, a Roma manca via Margutta. Una via dedicata all’arte richiamerebbe gente da Pavia, Cremona, Milano e Bologna. Qui a Piacenza hanno tutti il terrore della concorrenza. Ricordo quando c’era la fiera di antiquariato: troppi se la prendevano e storcevano il naso perché ospitavamo magari un commerciante di Genova o comunque “da fuori”. Il risultato è che genovesi, milanesi, bolognesi e anche i piacentini vanno a Parma, perché là accettano tutti senza problemi».

Gallerati insiste. «Continuo a dire ai miei colleghi: mettete una galleria da parte la mia, a me non dà fastidio la concorrenza. Due o tre gallerie vicine sono meglio di una». Insomma, occorre un vero progetto che richieda coesione tra proprietari, artisti e Comune. «Eh, spesso i piacentini si remano contro», aggiunge. «Anche gli artisti devono fare la propria parte. Ad esempio devono fare il favore di aprirsi una Partita Iva: vivere da dilettanti tutta la vita e spacciarsi da professionisti non va bene».

Però qualcosa, ammette Gallerati, si sta muovendo. «Negli ultimi mesi ha aperto un negozio di animali e un ristorante». Ora, per stuzzicare coloro che vivono soltanto le due vie più “chic” del centro storico, vorrebbe realizzare un volantino scherzoso da distribuire in via XX Settembre e in Corso Vittorio Emanuele. Reciterebbe così: “Non venite in via Calzolai, non è roba per voi”.

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