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Edilizia residenziale pubblica

Lascia l’alloggio popolare ma continua a viverci suo figlio: scatta l’obbligo di sgombero

L'assegnataria dell'abitazione cambia residenza e interrompe la convivenza con il famigliare prima del periodo necessario al suo subentro nel contratto, il provvedimento del Comune

Lascia l’alloggio popolare ma continua a viverci il figlio e per lui scatta l’obbligo di abbandonare l’abitazione. A stabilirlo con una determina il Comune di Piacenza, che impone all’uomo di lasciare libero l'immobile di edilizia residenziale pubblica e di riconsegnarne le chiavi all'ufficio gestione di Acer, fatta salva, diversamente, «l'attivazione delle procedure previste dalla legge per lo sgombero coattivo, con ogni onere inerente e conseguente a carico dell'esecutato», ovvero della persona che deve abbandonare l'appartamento. 

A motivarla, il fatto che lo stesso alloggio fosse assegnato a una donna, unica titolare del contratto di locazione; la stessa - ricostruisce l’atto - nel 2019 aveva fatto richiesta di stabile convivenza con il figlio, poi autorizzata dall’ufficio abitazioni.

L’anno successivo l’assegnataria ha però trasferito la propria residenza anagrafica a un altro indirizzo, abbandonando di conseguenza l’alloggio e il periodo di stabile convivenza continuativa con il figlio. Periodo che, si specifica, deve essere di quattro anni, come previsto dalla legge, «presupposto indispensabile per subentrare nella titolarità del contratto di locazione».

L’alloggio, quindi, risulta da lui occupato senza titolo, ragione per cui gli uffici hanno provveduto a diffidare l’uomo al rilascio dell’immobile e alla riconsegna delle chiavi, a cui ora è seguito il provvedimento di obbligo, entro 30 giorni dalla pubblicazione dello stesso.

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