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Lavoro / Via Carlo Strinati

«Lavoratori con bollino di scadenza sulla schiena. Adidas ci dia risposte: sono persone, non pacchi»

Sciopero al magazzino di via Strinati al polo logistico di Piacenza. Sindacati preoccupati per le sorti di 200 lavoratori nel magazzino della multinazionale che nel 2024 si sposterà nel Mantovano

Sciopero al magazzino Adidas di via Strinati a Piacenza. I lavoratori, sostenuti da Cgil e Cisl, chiedono certezze per il loro futuro dopo che la multinazionale «lo scorso ottobre aveva annunciato l’apertura di un nuovo magazzino automatizzato a Valdaro, in provincia di Mantova». Il che significa, come hanno spiegato Massimo Tarenchi di Filt Cgil e Salvatore Buono di Fit Cisl, che «i duecento addetti al magazzino al polo logistico hanno un bollino di scadenza sulla schiena: 30 giugno 2024, data in cui dovrebbe aprire il nuovo stabilimento nel Mantovano, con 700 addetti impiegati».

Le sigle sindacali questa mattina si sono trovate all’esterno del magazzino di Piacenza insieme ai lavoratori, per i quali chiedono «garanzie» e che «Adidas abbia la propria responsabilità sociale su queste persone: 200 lavoratori che devono rimanere nella propria città». «Occorre un futuro, occorrono risposte per queste 200 famiglie che da vent’anni lavorano in questo magazzino la cui gestione è stata commissionata da Adidas a Di.Far.Co. – ha detto Tarenchi -. Devono lavorare tranquilli con la prospettiva di lavorare qua e non da altre parti». Il sindacalista ha ripercorso le varie tappe che si sono susseguite fino a pochi giorni fa, tra incontri con la multinazionale e i datori di lavoro, ma anche «tavoli saltatati che non hanno permesso di dare risposte ai lavoratori che, insieme a noi, esigono garanzie concrete e non parole emerse e mai scritte su alcun verbale».

«L’ultimo incontro – ha aggiunto Buono – era in calendario il sette luglio e poi è saltato perché Adidas non comprende le lamentele dei lavoratori. È stato rimandato a fine mese e questo ci porta a pensare due cose: la prima che Adidas sta cercando di demandare la propria responsabilità nella vicenda, oppure che fa finta di nulla, dicendo che fino al 2024 il lavoro c’è. Il problema è che qua guadagnano 200 famiglie, Adidas non ha la sensibilità di capire che si tratta di persone, che avranno delle conseguenze, e non di pacchi da spostare in un magazzino a 100 chilometri di distanza, difficilmente raggiungibile. Non come Piacenza, strategica per tutte le grandi multinazionali».

Per i sindacati, che chiedono anche l’intervento dell’Amministrazione comunale, della Prefettura, e della Regione (è stata inviata una lettera), «le soluzioni per i lavoratori devono essere individuate dalle parti che, di punto in bianco, hanno scelto di spostare il magazzino. Per noi la prima soluzione è l’occupazione a Piacenza. Lo sciopero prosegue».

Sciopero Adidas-2

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